Nel presepio, una sveglia che suona. #storiecattoliche

È un personaggio che non manca mai, in un presepe.
Ce l’avete presente, no? È il Dormiente, il tizio che dorme.

Generalmente è collocato in un angolino un po’ dimesso, ben lontano dai belati delle pecore e dal cianciare della gente che è al mercato.
Se ne sta lì e dorme. Non è che ci sia molto da dire, a tal proposito. È il dormiente, e se la ronfa della grossa.

Non è che ci sia niente di male, nel dormire, naturalmente: il sonno dei giusti ritempra dopo una giornata di lavoro, e notoriamente persino Dio si prese un giorno di riposo dopo la fatica di creare il mondo.
Non c’è niente di male nel dormire, evidentemente; ma se dormi della grossa nella notte in cui Dio nasce al mondo e tutto il resto di Betlemme si affanna per adorarlo… beh. Come dire? Non c’è nulla di male nel ronfare, però è un peccato perdersi tutto ciò che sta accadendo.

***

Non c’è niente di male, nel dormire.
Rigirarsi dall’altra parte mentre suona la sveglia è un altro atteggiamento molto umano, che però comincia a scivolare nella colpevole pigrizia.
Se però ignori la sveglia, e vieni meno ai tuoi doveri, perché sei sfatto da una notte d’alcool o di bagordi…beh: allora direi che non puoi proprio lamentarti, se poi il tuo capo ti licenzia perché fai sempre tardi sul lavoro. E infatti, nelle più antiche rappresentazioni del dormiente, il pastorello addormentato era rappresentato in maniera tale che lo spettatore capisse subito che non si trattava banalmente di un lavoratore stanco che si riposava: c’era qualcosa di losco, sotto a tutto questo sonno.

Spesso vediamo il dormiente ronfare riverso sulla botte di vino che presumibilmente aveva bevuto fino ad ubriacarsi. È l’immagine di quel mondo sordo all’annuncio del Signore, che preferisce rifugiarsi nei sogni o cedere a quei piaceri che ti appesantiscono: è simbolo di una vita che scorre come se Dio non ci fosse; è l’immagine di uno che si gira dall’altra parte, e continua a dormire.
Ma il Bambino, poco più in là, viene lo stesso.
Riuscirà il dormiente a svegliarsi, nonostante tutto? Aprirà gli occhi, in tempo per unirsi alla grande festa?

La risposta è “sì”, secondo alcuni presepisti. Negli ultimi anni, si sta facendo sempre più frequente tra gli artisti la consuetudine di sostituire il Dormiente con una figura più propriamente detta del “Risveglio”. È un pastore che si riscuote lentamente dal sonno, in un pigro sbadiglio che sembra quasi una richiesta di aiuto.

È ancora intontito; è ancora mezzo addormentato, eppure è già in grado di realizzare che qualcosa di grande attorno a lui sta accadendo. I cori angelici attorno a lui annunciano la nascita di Cristo; e lui li ode, è perfettamente in grado di cogliere il messaggio. Se solo lo vorrà.

Lucia Graziano.

Pubblicato originariamente sul blog Una penna spuntata. Immagine di copertina: Nice New year background with red alarm clock, toys and gifts in the snow di Marco Verch, alcuni diritti riservati

4 risposte a "Nel presepio, una sveglia che suona. #storiecattoliche"

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  1. Si certo il Dormiente è una figura Teologica, che messo al centro della scena può significare anche che l’avvento/incarnazione non è un sogno ma una verità che si concretizza e lui è li in mezzo tranquillo perché nulla gli può accadere.
    Un altro personaggio tipico/Teologico è lo “spaventato”/”meravigliato” messo in un punto alto ma non lontano dalla grotta ci indica la grandezza di quello che sta accadendo.

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