Il generoso Tobi e le opere di misericordia corporale: l’esperienza dell’Associazione San Vincenzo De Paoli. #Tobia

Io, Tobi, passavo i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine […] Consegnavo tutto ai sacerdoti, figli di Aronne, per l’altare. Davo anche ai leviti che allora erano in funzione a Gerusalemme le decime del grano, del vino, dell’olio, delle melagrane, dei fichi e degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in danaro la seconda decima e la spendevo ogni anno a Gerusalemme. La terza decima poi era per gli orfani, le vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni tre anni e la si consumava insieme, come vuole la legge di Mosè e secondo le raccomandazioni di Debora moglie di Anàniel, la madre di nostro padre, poiché mio padre, morendo, mi aveva lasciato orfano. 

Dal libro di Tobia 1,3. 7 – 8.

Il libro di Tobia è libro biblico che contiene la storia di Tobia e Sara, della loro disavventura con il demonio Asmodeo e dell’aiuto che Dio diede loro tramite l’arcangelo Raffaele. Ne abbiamo parlato tempo fa nella diretta su Ildegarda e la medicina nel Medio Evo, con la nostra Lucia.

Questo splendido testo si apre con la testimonianza di Tobi, padre di Tobia, che ho voluto riportare per esteso nella citazione ad inizio articolo. Dalla pericope sappiamo che Tobi era un uomo molto generoso: infatti elargiva elemosine agli ebrei deportati in Assiria, suoi confratelli. In seguito il pio ebreo con generosità elargiva offerte per orfani, vedove e forestieri, come ci racconta in prima persona.

Tobi in questa donazione così generosa era certo di seguire le vie di Dio della verità (àletheia) e giustizia (dikaiosùne). Entrando un po’ in dettaglio la verità, secondo l’accezione usata dal testo greco e della rivelazione ebraica, si considerava una a – letheia, qualcosa di non più nascosto ma svelato. Dio, la Verità e fonte di  tutte le altre certezze, per Tobi si era rivelato tramite la Legge, nella colonna di Fuoco; nel rivelarsi si era donato al popolo ebraico guidandolo fino alla terra promessa; in secondo luogo, la giustizia era il senso profondo delle osservanze ebraiche, intesa come dare a Dio il giusto onore mediante le norme rituali e le purificazioni rituali.

La via della verità e della giustizia nell’attuazione di una carità gentile e operante è richiesto anche a noi oggi, sull’esplicito imperativo di Gesù nel praticare le opere di misericordi corporali e spirituali (Mt 25, 35 – 44).

Provvidenzialmente, qualche giorno fa in televisione vedevo questo bellissimo spot della Associazione San Vincenzo De Paoli.

Ho pensato subito che l’Associazione si prefigge di attualizzare e concretizzare al presente l’eterno insegnamento descritto da Tobi. Cercando un po’ in giro ho trovato delle informazioni interessanti: l’associazione San Vincenzo De Paoli fu fondata dal beato Federico Ozanam (1813 – 1853).

Le conferenze, così prendono nome le diverse associazioni che afferiscono alla spiritualità vincenziana, ancora oggi si occupano di opere di carità materiale specialmente nelle parrocchie e nelle aziende

Nel sito della conferenza romana scopro che le prime conferenze fondate a Roma furono San Carlo al Corso, San Lorenzo in Lucina, Santa Maria in via Lata, Santa Maria in Campitelli, Sant’Andrea delle Fratte, e si dedicavano appunto all’assistenza ai poveri, ai carcerati e alle loro famiglie romane che visitavano regolarmente una volta a settimana per portare conforto spirituale e aiuto materiale.

Federico Ozanam, beato.

Mi fermo un momento su Ozanam.

Il fondatore vincenziano fu noto per essere stato grande apologeta del Cattolicesimo in un periodo molto difficile per la Chiesa; attento alla verità e alla giustizia, e ispirò un sistema di carità operante ancora vivo e in grado di venire incontro ai bisogni dei poveri materiali e spirituali del mondo liquido post moderno, che vive l’Evo Pandemico. L’associazione San Vincenzo De Paoli trasmette ancora l’ideale del suo fondatore e fruttifica doni di grazia mostrando il volto dell’amore misericordioso di Dio.

Gesù dolce, Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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