Rigenerato… dalla grazia. #teologiaedigitale

Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo; quando sono debole, è allora che sono forte”

2Cor 12:9 – 10.

Non sono un esperto di informatica, sebbene il mondo del digitale mi abbia sempre affascinato. 

Era il 2013 quando ricevetti in regalo il primo smartphone. Da sempre ho utilizzato i computer e tutti questi dispositivi digitali ai fini di predicazione.

Sono strumenti tecnici, generati dall’uomo per l’uomo, con una particolare tecnica di ingegnerizzazione e che oggi, nel 2021, si fanno sempre più al servizio dell’uomo. L’importante è sempre saper usare questi strumenti con il fine buono e di santità: specialmente nella loro capacità di propagare fino e anche più di 10 milioni di informazioni al secondo (come l’iPad 2010, vedi citazione del libro di Floridi).

Entrando in questo mondo ho scoperto che questi dispositivi possono essere nuovi, usati o ricondizionati /rigenerati (refurbish in inglese). Che vuol dire? Ho cercato un po’ in giro e mi sono imbattuto in questo interessante articolo, che spiega, in sintesi, in cosa consista il processo di ricondizionamento:

Gli smartphone rigenerati sono telefonini usati che vengono rimandati indietro dagli utenti a causa di malfunzionamenti tecnici o imperfezioni estetiche. Le aziende produttrici, invece di scartarli, decidono di ripararli e rimetterli sul mercato come se fossero nuovi. Prima di metterli in vendita, però, i dispositivi ricondizionati subiscono tutti i test del caso e se qualche componente risulta compromessa, viene sostituita.

Il processo di rigenerazione può riguardare problemi estetici (graffi sulla scocca), di funzionamento del device (applicazioni che non partono o schermo scheggiato), la sostituzione degli accessori (che vengono ricontrollati prima di mettere il device in vendita), la pulizia e igienizzazione del dispositivo e infine viene resettato alle impostazioni di fabbrica.

Volendo semplificare, diremo che ricondizionare vuol dire riparare e fare manutenzione di un dispositivo, fino a rimetterlo in sesto, come se fosse nuovo. Appunto. Come se fosse nuovo. Il dispositivo ricondizionato non è nuovo, ma neanche usato; torna a lavorare bene e fornisce prestazioni eccellenti. Perciò, oltre che ricondizionato, è spesso chiamato… rigenerato!

Questo processo di rigenerazione / ricondizionamento, che sembra tecnicamente complesso, astruso e lontano dall’uomo è in realtà molto vicino a noi.

Foto di Bruno /Germany da Pixabay 

Infatti, il primo ad essere rigenerato dalla grazia è proprio l’uomo. Tutti noi, quando il Signore effonde la sua grazia, siamo rigenerati e torniamo alla vita di grazia. Questo avviene dopo il Battesimo. specialmente nel sacramento della Penitenza, istituito da Cristo e affidato agli apostoli e ai loro successori, perché dispensassero questa grazia rigeneratrice a chi, pentito, chiedesse il perdono di Dio.

Specialmente quando, insieme alla confessione, attingiamo alla penitenza plenaria, anche noi torniamo “resettati alle impostazioni di fabbrica”, per continuare su questa immagine digitale.

Come scrive San Paolo dunque, nelle debolezze, nelle fragilità, nelle imperfezioni e anche nei peccati, ricordiamoci sempre che siamo sempre amati e pronti ad essere effusi dalla grazia rigeneratrice di Cristo.

Il vanto nella debolezza dunque risiede – non ovviamente nel continuare a peccare e a far finta che tutto vada bene lo stesso – ma nel riconoscersi come persone capaci di ricevere continuamente una grazia ed un amore più grande, e che senza quelli è impossibile porre in atto anche la più piccola azione meritoria. La nostra forza risiede dunque nella debolezza, nello sforzarci di essere sempre più umili e renderci deboli e accoglienti di questa grazia.

Da rigenerati, diventiamo, così, ricondizionati, cioè condizionati di nuovo secondo prestazioni di perfezione. Dunque, anche noi siamo – di nuovo – orientati a cercare la verità, il bene e l’amore verso Dio e il prossimo. Liberamente accogliamo questa forza ricondizionatrice che non opprime la nostra libertà; per noi poi è più facile anche di uno smartphone o un tablet… Gesù infatti non deve portare l’uomo in un laboratorio e ricontrollare la scocca, analizzare il funzionamento delle app, o lo schermo. Basta cercare un sacerdote ed entrare un confessionale. Anche che non abbia il wi fi al suo interno.

Gesù dolce, Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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