Maria, icona del vangelo nei cieli di Heidenheim. #pensierimariani

“Eccomi sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.”

— dal vangelo secondo Luca

Heidenheim oggi

Immaginiamo di essere durante la seconda guerra mondiale. Heidenheim. Una città e i suoi abitanti cercano di vivere anche sotto i bombardamenti della guerra.

Un piccolo bambino, chiedeva insieme alla sua famiglia di essere protetto dal manto di Maria: e per farlo, pregava la preghiera del Sub tuum Praesidium / Sotto la tua protezione. Fra le bombe, la disperazione, la sofferenza e i tanti morti, quella famiglia recitava queste parole:

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

Quei tedeschi e quel bambino, in tal modo si ponevano sotto la protezione di Maria. Questo è un dettaglio molto commovente che ricorda il cardinale Walter Kasper nel suo libro di meditazione su Maria.

Ora in queste meditazioni noi vedremo come a partire dal documento Lumen Gentium  (54, 63,65). Maria e immagine della chiesa, per percorrere insieme questo mese mariano.

È lo stesso cardinale Kasper che ricorda che Maria è icona del Vangelo, cioè la reale e personale rappresentazione è perfetta realizzazione di esso, pur non essendo la parola di Dio il Vangelo di Cristo: infatti sappiamo è Cristo che è la parola di Dio. (Kasper, Meditazioni su Maria, EDB, 2018, p.11)

Ciò detto però non vuol dire che Maria abbia un ruolo defilato o accidentale nella nostra fede.

Diremo noi che la nostra santa Madre realizza perfettamente nella sua persona l’ascolto obbediente alla parola di Dio. Se infatti ricordiamo l’annuncio dell’Angelo, nel testo con cui si apre questo articolo, ricorderemo che Maria si presenta come serva in obbedienza al progetto di Dio, e asseconda la parola che Dio ha affidato all’arcangelo.

Per noi che vuol dire dare obbedienza al Vangelo?

 L’obbedienza al vangelo non è eseguire dei comandi militari in modo passivo e impersonale. Invece è tenere cuore e orecchio aperto alla voce di Dio, che quando ci parla muove la nostra vita verso la sua verità, ci porta a fare attività nuove, a scoprire Mondi e verità nuovi per noi accade spesso nella attività ecclesiale nell’ascolto obbediente dei pastori o almeno così dovrebbe essere del Santo Padre.

Come Maria, obbedire vuol dire dunque aprirsi ad un progetto più grande e farsi èikon,  cioè immagine viva e attualizzatrice del Vangelo.

Questo ci è richiesto come cristiani e Maria davvero ci aiuta con la sua preghiera di intercessione.

Gesù dolce, Gesù amore.

fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Foto di congerdesign da Pixabay 

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