The specials – Fuori dal comune. #clubcultura #clubhandicap

Buona giornata carissimi clubbers e benvenuti nella mia nuova recensione. Oggi vi parlerò di un film che ho scoperto quasi per caso, facendo zapping su Sky: “The specials – Fuori dal comune “.

La pellicola, dei registi Toledano e Nakache, racconta una storia vera, quella delle associazioni “ Les Silence des Justes” e “ Le Relais IDF”. Queste due associazioni si occupano di bambini e ragazzi autistici problematici, cioè tutti ragazzi che nelle normali associazioni e case di accoglienza francesi nessuno vuole, ragazzi che hanno atteggiamenti violenti verso sé stessi e gli altri, bambini che combattono la propria frustrazione mordendo o sbattendo la testa contro le pareti. Tutti questi ragazzi, in Francia, fino al momento in cui Stéphane Benhamou e Daoud Tatou, hanno fondato le loro associazioni, venivano letteralmente ospedalizzati in strutture nelle quali venivano legati ai letti e sedati fino a renderli quasi dei vegetali. L’ approccio di Benhamou e Tatou invece è del tutto diverso, loro cercano di recuperare i giovani ragazzi rendendoli parte di un qualcosa di più grande, cercano di renderli più autonomi, li portano a fare ippoterapia, gli fanno fare ginnastica, li coinvolgono in un piccolo spettacolo teatrale e a quelli più grandi trovano un lavoro.

Nel film recitano veri ragazzi ospitati all’ interno delle strutture, insieme ai loro educatori, ogni ragazzo ha un educatore di riferimento ed è meraviglioso vedere come si percepisca, pur trovandoci in una pellicola, il profondo legame che esiste tra i ragazzi e i loro educatori, che vengono considerati come parte di un’unica grande famiglia.

I due attori che interpretano Benhamou e Tatou, rispettivamente interpretati Vincent Cassel e Reda Kateb, hanno incontrato i veri fondatori delle due associazioni e si sono voluti relazionare, già prima di cominciare a girare la pellicola, con i ragazzi ospiti della struttura e questo ha creato un clima molto bello, che anche lo spettatore riesce a percepire.

Un altro particolare che mi ha colpita della bellissima storia raccontata nel film è la meravigliosa collaborazione che nasce tra due persone generalmente considerate agli antipodi, poiché Benhamou è ebreo e Tatou musulmano, ma i due amici ci danno un messaggio meraviglioso, ci dimostrano come essere uniti da un obiettivo comune, amare gli altri e farsi prossimi al dolore di chi ha più bisogno, minimizza ogni differenza. I due sono guidati da un Amore più grande e questo lo si percepisce in ogni loro piccolo gesto e parola.

È un film che vi consiglio di vedere, vi riscalderá il cuore vederlo!

Alessandra Fusco

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