Lo “spreco” di Dio. #settimanasanta2021 #lunedìsanto

Gv 12, 1-11.

Sei giorni prima di Pasqua Gesù venne a Betania, dov’era Lazzaro, il morto da lui risuscitato. E quivi gli fecero una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria poi prese una libbra d’unguento di nardo di gran valore, e ne unse i piedi di Gesù e glieli asciugò coi suoi capelli; e la casa fu ripiena dell’odore dell’unguento. Allora uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota, il quale doveva tradirlo, disse: “Perché non si è venduto quest’unguento per trecento danari, e non lo si è dato ai poveri?”. Egli poi disse ciò non perché si curasse dei poveri; ma perché era ladro e, siccome teneva la borsa, asportava ciò che vi si metteva. Gesù però gli disse: “Lasciala stare; ella ha serbato questo profumo per il giorno della mia sepoltura, poiché i poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avrete me”. Pertanto un gran numero di Giudei seppe che Gesù era colà, e vennero non solo per Gesù, ma anche per veder Lazzaro da lui risuscitato dai morti. Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, poiché per causa sua, molti se ne partivano da loro e credevano in Gesù.

Una libbra, secondo l’attuale Sistema Internazionale di Misura, è pari a 0.453 kg, ovvero quasi mezzo chilo di unguento di nardo è stato riversato sui piedi di Gesù. Comprensibile che Giuda, il quale amava più il denaro del suo Maestro, e che quindi aveva ben presente il valore di tutto quel profumo, abbia contestato lo “spreco”. Questo è un atteggiamento che talvolta assumiamo anche noi. È noto l’adagio che recita “il tempo è denaro” e, nella foga degli impegni della giornata riteniamo sia difficile, se non impossibile, trovare il tempo sufficiente per la preghiera, per la S. Messa, per l’adorazione o per la meditazione dei misteri della nostra fede. Insomma, il tempo che impieghiamo per queste cose sarebbe tempo “sprecato” e, dunque, denaro perso. Eppure queste cose sono così necessarie per l’anima e per la nostra salvezza eterna, che sembra strano non si attribuisca loro il giusto valore, tanto da trascurarle in favore di attività più “mondane” che, pur facendoci accumulare tesori qui sulla terra (e, diciamocelo sinceramente, il più delle volte apparenti), non ci consentono in alcun modo di accumularne di più preziosi per il cielo.

Il problema risiede nella logica con cui una persona agisce. Giuda ragiona secondo una logica sub specie temporis, ovvero la logica mondana, quella a cui la nostra società ci ha tanto tristemente abituato. Secondo tale visione, essendo il tempo della nostra vita limitato, non deve essere in alcun modo sprecato, bensì investito per il successo, per alimentare l’orgoglio personale e per i piaceri temporanei che il mondo ci offre con tanta facilità. Maria, d’altra parte, ragiona secondo una logica sub specie aeternitatis ovvero secondo una visione in cui tutto ciò che facciamo nella nostra vita, finanche i sacrifici, ciò che ci costa sofferenza, è finalizzato a Dio e, più misteriosamente, all’opera di Redenzione di Nostro Signore Gesù Cristo. L’unguento che ella sparge sui piedi di Gesù costa … costa il sacrificio che si è fatto per ottenerlo e costa la perdita di un oggetto obiettivamente di valore che avrebbe potuto soddisfare una serie di necessità temporali come il mangiare, il vestirsi, l’avere un tetto sotto al quale dormire. Eppure, Maria non ha esitazioni, rinuncia a tutto questo per profumare i piedi di Nostro Signore. Tale logica, per il mondo attuale, è totalmente folle, perché ha perso il senso dell’eternità e della figliolanza con Dio Padre, il quale provvede sempre alle necessità primarie dei Suoi figli, nonché a tutte le loro necessità spirituali (basti leggere Mt 6, 25-34).

Siamo abituati a vivere in una società orfana di Padre che, di conseguenza, deve provvedere a se stessa, a qualunque costo, anche facendo il male. Non ci si rende conto però che, senza alcun riferimento morale e spirituale, senza quell’Ordine stabilito da Dio, si è destinati a cadere verso l’abisso della disperazione, fino al suicidio. La fine che ha fatto Giuda è la stessa sorte che spetta ad una società che, nella sua pretesa di “emancipazione”, si rifiuta di rimanere legata alla fonte della sua stessa esistenza (giacché Dio, che è l’Essere per essenza, dona l’essere a tutto ciò che esiste) determinando il proprio inesorabile declino.

Quanto è cruciale utilizzare le grazie concesse dal tempo della Quaresima, e in queste ore donateci nella Settimana Santa, per cominciare ad offrire i nostri atti quotidiani, ogni singolo atto, per amore di Dio e per la salvezza delle anime! Solo così, potremo acquistare un Tesoro in cielo e finalmente cospargere col profumo dei meriti che avremo acquisito in questa vita, i piedi trafitti di Nostro Signore in Paradiso!

Fabio Fuiano

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