Un dono che torna sempre. 1. Meditazioni quaresimali. #qohelet #quaresima2021

” 4. Una generazione viene, ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
5. si affretta verso il luogo da dove risorgerà”

Qohelet 1,

La prima volta che presi la bicicletta, ricordo di essere rimasto stupito dai raggi della ruota.

Ai bambini piace vedere le cose che girano, come le giostre, come i mulinelli nell’acqua. Anche io rimasi stupito da quella ruota. Poi ovviamente mi lanciai sul sellino. E le ruote giravano, giravano di continuo, senza mai fermarsi. Come anche quei posti di campagna che mi piaceva visitare, con la bicicletta e le ruote che non si fermano mai.  Posti, campagne, sentieri sterrati che tornano ciclicamente. Ciclicamente belli.

Qohelet, il predicatore o colui che parla nell’assemblea, introduce il suo bellissimo poema sulla Sapienza e sull’Uomo (anche tradotto con Ecclesiaste) parlando delle generazioni. Ad essere precisi, il vocabolo ebraico doˆr  indica il cerchio, qualcosa che ruota di continuo.

Questo ripetersi delle generazioni, di eventi, di pensieri, di mode, è ciò che Qohelet va raccontando. Il sole che sorge e poi, come ogni giorno, tramonta.

“Corsi e ricorsi storici” (1668 – 1744) diceva il filosofo napoletano della storia Giambattista Vico.

Foto di Reimund Bertrams da Pixabay 

In questo andare e tornare ciclico, c’è chi legge qualcosa di drammatico, di noiosamente ripetitivo e depressivo. Qoehelet vuole dire da un lato questo: c’è un viavai ciclico di errori e peccati umani, che ciclicamente si ripetono. C’è l’uomo che, nella sua tendenza al male, il fomite, tende più o meno a ripetere le stesse azioni, belle o cattive.

D’altro lato, c’è anche una riflessione sul tempo che se ne va, ma che poi torna. In forme, minuti, giorni e secoli diversi: ma di contenuto più o meno uguale. Nascono e muoiono uomini: nell’anno 1700 e nell’anno 2021. Si fidanzano, si sposano giovani uomini e donne, oggi come ieri. Si litiga, si pacifica, si contratta, si paga. Azioni uguali e diverse, nel passato e nel presente.

Credo che Qohelet voglia ricordarci che il tempo, di cui S. Agostino sapeva cosa fosse ma non sapeva spiegarcelo, è un dono di Dio per noi. Un pacco prezioso da non disperdere, sprecare, dissipare. Perché è un tempo pieno di sofferenze e di gioie che tornano e se ne vanno. Ma proprio perché è donato a noi, e solo a noi, va vissuto fino alla fine.

Certi tempi, come questi di incertezza causa pandemia di covid19, sembrano davvero brutti da vivere come un dono. Ma ci sono stati uomini che hanno vissuto altre pandemie. Non siamo stati i primi, e non saremo gli ultimi.

Proviamo allora a leggerlo con questo spirito di Qohelet. Sapendo che è un tempo tutto per noi. Ne tornerà un altro, ma, per adesso, viviamo questo.

Gesù dolce, Gesù amore,

 fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Foto di DWilliam da Pixabay 


Piccola bibliografia per chi volesse approfondire.

G. Ravasi, Qohelet – Il libro più originale e “scandaloso” dell’Antico Testamento, San Paolo, 2012.

S. Pinto, I segreti della Sapienza, Introduzione ai sapienziali e profetici, San Paolo, 2013.

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