Soul – Quando un’anima si perde. #clubcultura

Parliamo dell’ultimo film di animazione della Disney+Pixar: Soul – quando un’anima si perde. La pellicola, XXIII lungometraggio, non è potuta essere trasmessa sul grande schermo ed e’ stata presentata a London Film Festival. È presente sulla piattaforma Disney+ dal 25 dicembre scorso, senza alcun costo aggiuntivo per gli abbonati. Il film gode della regia di Pete Docter, già premio oscar con le precedenti pellicole di animazione Up e Inside Out, che di per se è una garanzia. Il doppiaggio italiano vede, tra gli altri interpreti, attori e doppiatori quali Neri Marcorè, Paola Cortellesi, Oreste Baldini, Perla Liberatori, Federica De Bortoli, Rossella Izzo e Fabrizio Vidale, dare voce ai protagonisti.

La storia ha come protagonista Joe Gardner, insegnante di musica part-time in una scuola media. Questi sogna di fare il grande salto nel jazz. Dalla gioia di essere stato preso in un quartetto jazz della famosa Dorothea Williams, cade in un tombino e rimane in uno stato di pre-morte. Qui, facciamo l’incontro con la sua anima. Joe, in questa nuova veste, cerca di tornare sulla terra per realizzare il suo sogno. La musica è la sua vita e non può accettare di perdere quello che aveva rincorso per così tanto tempo. L’anima di Joe riesce a scampare alla “fine” e si ritrova in un luogo dove le giovani anime vengono educate per andare sulla terra. Ma a tutte serve quella scintilla finale che fa loro ottenere il pass definitivo. In questo luogo, Joe diviene mentore dell’anima Ventidue, che da tanto tempo non riesce a ottenere questo pass. Inizia così un’avventura che li riporterà sulla terra in corpi differenti e in cui faranno l’incontro con personaggi particolari come Spargivento.

Diciamo che le musiche sono belle, l’animazione grafica è curata sin nei minimi dettagli, tanto che si può definire semplicemente perfetta. Il messaggio che manda il film sul perché della vita, su cosa c’è dopo la morte gli danno una caratterizzazione adulta e non certo adatta ai bambini. La Disney è la mamma di ogni fiaba che fa allargare gli occhi d’incanto di ogni bambino, con un linguaggio universale che ne sa toccare il cuore. Penso alla poesia di Mary Poppins, di Cenerentola, de La Carica dei 101, di Dumbo e cosí via, che qui manca totalmente. È un film troppo razionale. Parlare della morte non è mai facile. Questo film ci mette davanti delle anime che ci fanno capire quanto vivere sia bello. La scintilla che cerca Ventidue non è altro che vivere la quotidianità, provare dei sentimenti e stupirsi per una foglia che cade, nel guardare il riflesso del sole o nel mangiare una pizza. C’è un modo molto “meccanico”, una sorta di dimensione fisico-quantistica, per raccontare quello che accade dopo la morte. Non troveremo di certo una visione dantesca di inferno, purgatorio e paradiso. Ci sono anime che giungono alla fine e altre che allenano giovani reclute di anime, con linee antropomorfe che contano chi viene e chi va.

Se lo vediamo con gli occhi “cristiani” è un film che entra stretto, se lo guardiamo con occhi più “pagàni” il messaggio che traspare chiaro è quello di amare la vita nelle piccole cose. C’è di fondo un retrogusto di “fare il bene”, di amare l’esistenza con coraggio nelle proprie passioni, come la musica. Il film d’animazione ha un’aurea filosofica sulla ricerca del senso della vita che può forse risultare, in alcuni tratti, stucchevole per gli adulti e può affascinare i più piccoli a farsi delle domande.

Niente da dire sulla fotografia, scenografia, musica e grafica, ma c’è di più. A me è piaciuto molto vedere il film, proprio per il finale, che fa dare un bel voto al film. I sentimenti hanno sempre la meglio e fanno colorare l’esistenza.

Ventidue, grazie a Joe, trova la scintilla per vivere. Quella scintilla che forse noi dimentichiamo di avere, presi da altre cose. Spesso ci dimentichiamo lo stupore, che avevamo da bambini davanti a delle cose semplici, che rende bello ogni attimo che si vive.

Da vedere! Voto 4 su 5.

Maria Alessia Del Vescovo

Fonte immagine: Thewebcoffee

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