Io & Tommaso. #santommasodaquino #ioetommaso

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. (Mt. 5, 8)

Quando leggo il passo evangelico delle Beatitudini, soprattutto il versetto 8, non posso fare a meno di pensare al mio amico Tommaso.

Ho iniziato a frequentarlo qualche anno fa, non lo conoscevo e non avevo mai sentito parlare di lui, soprattutto perché il mio professore di filosofia del liceo non lo stimava affatto! Anzi! Per lui, certe persone non erano proprio degne di considerazione!

Il primo incontro con Tommaso è stato pessimo: ho provato per lui un’antipatia forte, mi sembrava fosse un tantino saccente, di quelli che si siedono al primo banco e hanno sempre la mano alzata per rispondere alle domande (incomprensibili) del prof. di metafisica. “Uffa!”- pensavo tra me e me- “sarà difficile superare questo esame!” Proprio mentre ero immersa in questo dilemma, Tommaso mi è venuto incontro e, a sorpresa, io ho accettato di conoscerlo meglio: un po’ perché è sempre utile sapere chi si ha di fronte e un po’ per curiosità.

Pian pianino, sono entrata nel suo mondo: il XIII secolo, le Università di quel tempo, la vita accademica, i giochi di potere tra papato ed impero, intrighi di guerre e di corti! Mamma mia, come deve essere stato difficile vivere nel Medioevo! O meglio, ogni epoca ha le sue preoccupazioni.

In punta di piedi, ho bussato alla porta di Tommaso: la sua vita è stata proprio un’avventura, all’insegna della fede nel Signore Gesù.

Pensate che i suoi genitori, gente nobile, ricca e molto conosciuta nel paese di Aquino, volevano diventasse abate presso la vicina abbazia di Montecassino. Per questo, l’hanno mandato a studiare lì. Poi, un certo Federico II, sempre impegnato a spendere soldi ed energie nelle battaglie, occupa proprio quell’abbazia e, quindi, Tommaso viene mandato a Napoli a proseguire gli studi, poiché il ragazzo ha talento: insomma è un vero e proprio “secchione”!

Nella bellissima città del Vesuvio, conosce un gruppetto di frati predicatori che abitano vicino l’Università e Tommaso, parlandoci, giorno dopo giorno, ne rimane affascinato e decide che vuole essere uno di loro!
Non vi dico le reazioni della famiglia! Lo rapiscono, lo imprigionano, ma lui non demorde, è tenace e alla fine ottiene ciò che vuole: essere un frate predicatore, umile, che vive in mezzo alla gente, che annuncia il Vangelo, che studia, che insegna e che fa del bene a tutte le persone che incontra!

Ma, soprattutto, ho capito una cosa: il mio amico Tommaso è così perché Dio l’ha scelto e lui si è fidato e affidato totalmente a nostro Signore, l’ha amato per tutta la vita e ha vissuto nella gioia di poterlo incontrare in Paradiso!

Evviva san Tommaso d’Aquino!

Elisabetta Di Magno, Ely.

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