Inizio di un cammino verso la nostra patria celeste. #novena2020

“In quei giorni, Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro Padre! Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervìce dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare? Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli»”

— Dal libro della Genesi, 49, 2 – 8.10.

(Per la riflessione del primo giorno della novena: cliccare qui. La porta dell’Avvento

Per la riflessione del secondo giorno della novena: cliccare qui Gesù il leone di Giuda)

In questi versi della Genesi troviamo un chiarissimo riferimento all’Avvento di Nostro Signore Gesù Cristo: infatti la tribù di Giuda, il quarto figlio di Giacobbe, era la più numerosa delle tribù d’Israele e Nostro Signore nacque proprio in seno a tale tribù, dal casato di Davide, come ci ricorda San Matteo nel suo Vangelo, ripercorrendo tutta la genealogia di Gesù. In questo periodo di penitenza in cui la Chiesa, come una tenera Madre, ci porta per mano verso il Natale, possiamo meditare attentamente sul ruolo di Nostro Signore Gesù Cristo nella nostra vita e nella società intera. Dobbiamo riscoprire tutta la bellezza della Regalità Sociale di Cristo, in quanto Egli è Re e a Lui è dovuta “l’obbedienza dei popoli”. Ma perché gli è dovuta obbedienza? È presto detto! Con la Sua morte, Passione e Resurrezione, Cristo ci ha conquistati per mezzo del proprio stesso sangue. Non una sola goccia ha trattenuto per sé, ma l’ha effusa per la nostra Redenzione.

È significativa, in questo senso, la preghiera che con grande slancio e ardore San Tommaso d’Aquino rivolge a Dio quando nell’ “Adoro Te devote” afferma:

Oh pio Pellicano, Signore Gesù,

Purifica me, immondo, col Tuo sangue,

Del quale una sola goccia può salvare

Il mondo intero da ogni peccato”.

Personalmente trovo bellissimo questo passaggio, di un’intensità incredibile, perché rende con pochissime parole l’incredibile preziosità di questo Sangue, che viene versato per noi nel Sacramento della Riconciliazione proprio per lavarci dai nostri peccati. Ma questo Re, come ricorda la Genesi, è anche un Leone, simbolo di potenza infinita, poiché infinita è la Maestà di fronte alla quale percepiamo con chiarezza la nostra nullità. Per questo Nostro Signore si è fatto mediatore tra noi e il Padre ma, allo stesso tempo, Dio ha voluto donarci una sì buona Madre, la Santissima Vergine, perché intercedesse per noi presso il Figlio. Come mirabilmente ci ricorda Sant’Alfonso Maria de Liguori, riprendendo i santi e i padri della Chiesa, per i diritti di Madre che ha Maria sul Figlio, Lui nulla può negarle. Significativo e commovente che in questo passo della Genesi si faccia riferimento anche ad una “leonessa”: perché se Nostro Signore è un leone, la Sua Santissima Madre è certamente una leonessa in quanto può disporre della potenza del Figlio per dispensare a noi tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per poterli un giorno lodare eternamente nel Cielo.

Fabio Fuiano

Nell’immagine di copertina il Pellicano che dona il proprio sangue ai piccoli, immagine di Nostro Signore che effonde il proprio Preziosissimo Sangue per noi, rievocata da San Tommaso nella preghiera “Adoro te Devote”.

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