Martian Child. #clubcultura

Buona giornata a tutti voi cari clubbers! Sono Ale e oggi vi parlerò del film “Martian Child” del regista Menno Meyjes.

David Gordon, interpretato da John Cusack, è uno scrittore di romanzi fantascientifici che sta combattendo ogni giorno con il proprio dolore per riprendersi dalla morte della sua amatissima moglie.

Consigliato dalla direttrice di una casa di accoglienza per bimbi orfani il giovane scrittore decide di continuare le pratiche iniziate con la moglie per adottare un bambino e gli viene affidato il piccolo Dennis, un ragazzino che sembra nato per essere suo figlio, poiché asserisce di essere un marziano lasciato sul pianeta Terra per esplorarlo e studiare i suoi strani abitanti.

Dennis e David hanno tanto in comune, prima di tutto la passione per la fantascienza, ma soprattutto ciò che li accomuna è la speranza di un futuro migliore in cui finalmente troveranno la forza di superare i loro lutti per andare avanti e ricominciare a vivere. David non riesce a superare la morte della moglie e per questo preferisce rifugiarsi in mondi lontani per non dover soffrire, e Dennis vive in una scatola, va in giro con un ombrello che lo ripara dai raggi del sole e si appende pesi per non volare via, perché non accetta l’abbandono dei propri genitori. 

David e Dennis sono due marziani che cercano insieme un pianeta e una casa in cui vivere e nel corso del loro rapporto capiranno che il segreto per trovare la felicità è nel donare amore all’altro senza chiedere nulla in cambio e che non c’è bisogno di rifugiarsi da nessuna parte se si ha qualcuno che ti ama. 

“Martian Child” tratta di tematiche universali come la solitudine che a volte si prova nel sentirsi diversi dagli altri, il bisogno di amare ed essere amati, la paura dell’abbandono. Tutte realtà con cui ogni uomo ha dovuto relazionarsi almeno una volta nella vita sentendosi terrorizzato e imprigionato da esse.

Nel vedere questo film non ho potuto non ricordare come mi sentissi anch’io prigioniera di tutte queste realtà e ho ricordato come affidandomi a Dio me ne sono liberata, nella relazione con Lui mi sono sentita e mi sento amata incondizionatamente e so che nessuno può farmi sentire inadeguata perchè sono il Suo capolavoro.

Questa pellicola mi ha colpita positivamente perché la si può guardare tranquillamente con i propri figli senza dover avere paura che il bambino impari nuove parolacce o si trovi di fronte a scene di dubbio gusto, è una pellicola delicata, dolce, come non se ne vedevano da tantissimo tempo.

Alessandra Fusco

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