C’è tempo. #clubcultura

Buongiorno cari clubbers sono Ale e oggi vi parlerò del film “C’è tempo”, regia di W. Veltroni.

Stefano è un quarantenne precario e sognatore che svolge due lavori particolarissimi: guardiano di uno specchio che riflette i raggi del sole che servono ad illuminare il paesino di Viganella e osservatore di arcobaleni.

Un giorno, mentre svolge il suo ruolo di guardiano, viene avvicinato da un notaio il quale gli comunica che è divenuto affidatario di Giovanni, un tredicenne che risulta essere suo fratellastro.

Ma Stefano non ha mai conosciuto suo padre e tantomeno era a conoscenza di avere un fratellastro e ora, dopo la morte di entrambe i genitori del ragazzino, deve andare a Roma per conoscerlo e prenderlo con sé.

Ma la differenza tra Stefano e Giovanni è abissale!

Stefano è un quarantenne mai cresciuto, un uomo che osserva gli arcobaleni, un sognatore immaturo che fatica a trovare la strada per divenire adulto; Giovanni invece sembra essere un cinquantenne intrappolato nel corpo di un tredicenne, il suo dover crescere in fretta lo ha trasformato in un ragazzino che a tratti fa quasi paura, è compassato e parla come un libro stampato di fine Ottocento.

Le loro differenze inizialmente li fanno apparire totalmente inadatti ad una serena convivenza e il viaggio, fin dal principio, nasce sotto una cattiva stella, nulla sembra andare per il verso giusto, i loro mondi si scontrano.

Ma con il trascorrere del tempo le cose cambiano, chilometro dopo chilometro i due imparano a conoscersi e a comprendere che non è solo il DNA a legarli, entrambi hanno tanto dolore dentro che li ha portati a divenire quelli che sono, tutti e due sono feriti da un padre assente che ha lasciato solo vuoto nelle loro vite.

“C’è tempo” è un film che ci riporta, con le sue ambientazioni, in un cinema di altri tempi, il regista attraverso numerose citazioni cinematografiche ci guida in un cammino d’iniziazione alla fantasia e alla leggerezza, alla serenità che è propria in noi, figli di Dio.

L’arcobaleno, protagonista invisibile di tutta la pellicola, rappresenta quel nuovo inizio, quella sete di Grazia divina di cui hanno bisogno i due protagonisti e di cui anche noi spettatori in fondo ci scopriamo essere alla ricerca. Nel guardare, con occhi fanciullescamente incantati, quel bellissimo arco di colorato splendore, ogni spettatore sente nel suo cuore di essere figlio di un Padre che lo ama e mai lo abbandona.

Alessandra Fusco

2 risposte a "C’è tempo. #clubcultura"

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  1. Bellissima recensione, complimenti! Mi ha fatto venire voglia di vedere il film 🙂 Credo che ai nostri tempi abbiamo tanto bisogno di riscoprire la bellezza del confronto fra “impari” (adulti con bambini, insegnanti con alunni, genitori con figli), un confronto che metta in luce le caratteristiche distintive di ciascuna persona, senza dover appiattire le differenze ma vedendone occasione di arricchimento reciproco 🙂

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