Tommaso D’Aquino e l’Ave Maria. #tommasodaquino #ricordidestate

Beatissima e dolcissima Vergine Maria, madre di Dio, tutta piena di bontà, figlia del Re dei cieli, signora degli Angeli e madre dei credenti: oggi e per tutti i giorni della mia vita ripongo nelle tue mani pietose il mio corpo e la mia anima e tutti i miei atti: pensieri, volontà, desideri, parole e opere, tutta la mia vita e la mia morte, affinché, per tua intercessione, siano ordinati al bene, conforme alla volontà del tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo; e tu, Signora mia santissima, sii per me aiuto e conforto contro le insidie e le astuzie dell’antico avversario e di tutti i nemici della mia anima.”[1]

In queste giornate d’autunno a volte piovigginose, a volte malinconiche al calar della sera, che arriva sempre più presto, a chi non è mai capitato di ripensare all’estate? Specie a quella appena trascorsa? Bèh ammetto che a me succede spesso di provare nostalgia dei pomeriggi trascorsi in spiaggia, seppur con qualche restrizione dovuta al momento che stiamo vivendo! Ancor di più mi piace perdermi nei bei ricordi delle estati infantili … momenti meravigliosi!

Siamo a Napoli e sul lungomare passeggia una signora elegante con un piccolo bimbo tra le braccia, forse sarà suo figlio. Dietro di loro un’altra signora porta alcuni bagagli, sembra molto indaffarata ed è vestita in modo diverso dall’altra, che la precede. Il bimbo non appena sente l’acqua del mare sfiorargli i piedini, ride e inizia a mettere le sue mani nella sabbia. D’un tratto trova un foglietto e lo stringe forte a sé, portandolo vicino alla bocca, come fanno tutti i bimbi a quell’età. La mamma e l’altra signora, forse la babysitter sono molto preoccupate, tentano in tutti i modi di strapparglielo tra le mani, ma più cercano di distrarlo e più il bimbo piange. Finalmente, dopo svariati tentativi, la mamma riesce a farselo dare e scopre che in quel biglietto c’è scritta semplicemente l’Ave Maria. (Liberamente tratto dalla Storia di san Tommaso d’Aquino di Guglielmo da Tocco).

Chissà se Tommaso d’Aquino abbia, durante la sua vita terrena, ripensato a quell’estate in cui da piccolo, ignaro di quello che era scritto nel foglietto, ha stretto tra le mani la preghiera alla “Beata Vergine” come lui stesso amava definirla (ci si accorge di questo leggendo la III Parte della Summa Theologiae questioni 27-33, tanto per fare un esempio tra la mole dei suoi scritti) e che l’ha accompagnato durante il suo percorso di studente, frate, sacerdote e maestro.

A me piace pensare che l’abbia fatto tante volte, quante ha recitato l’Ave Maria con fede e devozione sincera per la Madre del nostro Signore Gesù Cristo.

 Elisabetta Di Magno


[1] Preghiere attribuite a san Tommaso d’Aquino tratto da http://www.domenicani.net.

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