San Domenico luce solitaria, sale della comunione.

Dal vangelo secondo Matteo

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte […]

Carissimi clubbers,

In questa festa di San Domenico di Guzmàn, mio affettuoso padre fondatore, voglio condividere con voi un piccolo pensiero che mi è venuto in questi giorni.

Stasera durante la messa solenne, leggeremo il passo di Matteo con cui si apre questo articolo. Domenico fu davvero sale e luce nel mondo in cui visse. E lo fece innanzitutto in solitudine.

Certo, non è la solitudine del pistolero Roland della serie di libri fantasy La Torre Nera ad opera del genio del brivido Stephen King. Non è neanche la solitudine del portiere di calcio, Pau Lopez se si è romanisti, Strakosha, si sé laziali. Non è una solitudine destinata ad un evento sportivo o ad un’avventura.

Quella di Domenico è una solitudine per iniziare a scolpire il capolavoro della sua vita: la predicazione e la fondazione di un Ordine di Predicatori, tutto oggi ancora esistente dopo più di otto secoli. Per Domenico inizialmente la predicazione nelle terre del sud Francia, Tolosa per la precisione, fu solitaria. Da solo in mezzo ai Catari, agli eretici e anche ai cristiani tiepidi.

Da quella sua solitudine in un ambiente ostile, il padre fondatore iniziò a parlare con Dio, per poi parlare di Dio. Dunque non fu una solitudine in forma di isolamento, ma una solitudine come quella di Gesù, sul monte a pregare, per poi scegliere gli apostoli, la comunione.

La scelta di Domenico, dalla solitudine alla comunità, è la scelta di essere simile a Gesù nella predicazione e fedele alla sua dottrina all’interno della Chiesa Cattolica. Domenico non scese alle bassezze di rinunciare alla sua missione di portate Gesù per seguire le mode del momento. Non disse mai la fatidica frase che oggi sento spesso: “Sono cattolico ma…” e dopo quel ma, proferire un insieme di falsità che negano l’identità stessa della fede che un attimo prima si professava.

Davvero allora fu sale, per insaporire il mondo, per conservare la bellezza e la gioia dell’Incontro con Gesù, in una via comunitaria.

Cari clubbers, tutti insieme oggi osserviamo la testimonianza di San Domenico, e sul suo esempi chiediamo a Dio di lasciarci guidare sul cammino di Verità, Bellezza e Giustizia.

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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