L’inizio della rinascita: letteratura e bellezza. #lunedìclub

Dal vangelo secondo Matteo 17,2.
Gesù fu trasfigurato davanti Giacomo, Giovanni e Pietro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

Leggevo l’interessante articolo di Daniele Mencarelli su Avvenire il quale richiama l’importanza dell’arte in questo momento di ondata finale di covid19.

Mencarelli segnala che in questo momento di sofferenza, tensione e stress, davvero è risuonato il silenzio dell’arte, in grado di trasformare la sofferenza in memoria condivisa. L’arte è sempre stata artefice di un’azione ad un tempo catartica e così perciò anche contemplativo: ha dunque saputo essere strumento del bello di Dio, e con il Dio trinitario ha aiutato purificarci e di rivalutare eventi drammatici e traumatici. Come Club Theologicum abbiamo provato a far viver questa esperienza tramite la nostra pagina di riflessione sull’arte sacra #bellezzaredentrice.

In questo senso mi sembra che lo stesso discorso possa essere portato avanti per la letteratura.

In questo tempo di Covid19 il confinamento in casa non ha ancora visto la pubblicazione e produzione di libri o testi sul tema pandemia, anche se ovviamente ciò è dovuto al fatto che essa ancora in corso. C’è un caso solo che mi viene giusto in mente Paolo Giordano con il suo “Nel Contagio” che è perlopiù una riflessione sulla società attuale.

Il rischio più grande lo ha già denunciato Hans Urs Von Balthasar:

“In un mondo senza bellezza […], in un mondo che non ne è forse privo, ma che non è più in grado di vederla, di fare i conti con essa, anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione, l’evidenza del suo dover-essere-adempiuto; e l’uomo resta perplesso di fronte ad esso e si chiede perché non deve piuttosto preferire il male.“

Ecco allora che il Signore invita tutti oggi, scrittori, giornalisti, romanzieri, a questa grande missione: iniziare una nuova era per l’Italia riscoprendo la Bellezza! In particolare una bellezza narrata dalla scrittura che evoca memoria, costruzione di senso ed espressione del sacro.  Ricordiamo a partire dal passo di apertura, che Giacomo, Giovanni e Pietro furono gli unici a vedere Gesù trasfigurato. E questa bellezza fu davvero il dono trinitario per comporre le loro opere, parte integrante dei testi rivelati.

Cari tutti clubbers, proviamo tutti quanti a riscoprire la scrittura come questo servizio alla Chiesa e all’uomo, come accompagnamento ad una bellezza più grande, in cui tutti possiamo dire umilmente il nostro “Gloria!”

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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