Solo cose belle. #clubrecensioni

Buongiorno a tutti carissimi clubbers, sono Ale, oggi voglio parlarvi di un film che ho visto pochi giorni fa e che mi ha letteralmente conquistata!

“Solo cose belle”, un film del regista esordiente Kristian Gianfreda, è una bellissima e simpaticissima commedia ispirata all’opera di Don Oreste Benzi e alla sua comunità “Papa Giovanni XIII”.

La trama è all’apparenza molto semplice.

In un piccolo paesino dell’entroterra riminese, in un palazzo storico, arriva uno “strano” gruppo di persone: una mamma e un papà con il loro figlioletto, un ragazzo richiedente asilo, una ex prostituta con la sua bambina, un giovane che sta scontando una condanna per furto attraverso una pena alternativa e due simpaticissimi ragazzi portatori di handicap.

L’ arrivo di questi “strani personaggi” porterà un grandissimo scompiglio all’interno della piccola comunità e, tutto quello che accadrà, lo vedremo principalmente attraverso gli occhi di Benedetta, la ricca e viziata figlia del sindaco. La ragazza inizialmente, proprio come tutti gli altri abitanti del paesino, non accetterà la presenza del gruppo, ma poi una volta conosciuti tutti i componenti di quella che scoprirà essere una casa famiglia legata alla Comunità Giovanni XXIII di Don Oreste Benzi, si innamorerà letteralmente di ogni suo componente, intessendo poi un meraviglioso legame con Francesco Yang (un ragazzo portatore di handicap realmente ospitato in una casa famiglia della comunità).

Il film racconta con un sapiente mix di risate e amarognole riflessioni, il nostro Paese, la nostra realtà quotidiana, composta di persone che come si suol dire “predicano bene, ma razzolano male”. Un Paese a volte razzista, malpensante, chiuso a tutto ciò che è diverso, tutto quello che non si comprende. E questa realtà nel film non viene risparmiata a nessuno, ai ragazzi che si mostrano snob, arrivando anche a bullizzare e deridere i due giovani portatori di handicap ospiti della casa famiglia, e anche a Don Alberto, il sacerdote della locale Parrocchia. Lui all’inizio è molto titubante davanti a questa realtà che lo spaventa un po’ e inizialmente sembra veramente aver dimenticato come mettere in pratica gli insegnamenti cristiani della Chiesa, di cui lui dovrebbe in teoria essere invece baluardo. Ma anche Don Alberto, proprio come Benedetta, con l’aiuto della “sgangherata” famigliola ritroverà la Via che Gesù ci ha insegnato, quella dell’amore per il prossimo, negli occhi dolcissimi di Francesco e Mario(un altro ragazzo con handicap realmente ospite di una casa famiglia), ritroverà lo sguardo di Dio, la scintilla divina che è in ognuno di noi!

Sull’opera di Don Oreste Benzi ci sarebbero miliardi di cose da dire, è stato un vero rappresentante di Gesù sulla Terra, guardando nei suoi occhi non si poteva non vedere il dolce sguardo del nostro Padre Celeste.

Però voglio consigliarvi su YouTube un video dove, proprio dalla sua voce, potrete capire meglio la sua opera e la comunità da lui fondata.

Alessandra Fusco

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