Il respiro delle anime (Cronache da Gotham Vol. 2)

Il respiro delle anime (Cronache da Gotham Vol. 2)  di Gigi Paoli. Giunti. Il secondo volume della trilogia “I Misteri di Firenze” ci porta nuovamente nella vita di Carlo Alberto Marchi, cronista del Nuovo e in un’indagine per la morte di un cittadino americano in bicicletta in un incidente stradale. Paoli, è cronista de “La Nazione” e conosce molto bene Firenze e il mondo giudiziario. Nel racconto il protagonista ha denominato il nuovo Palazzo di Giustizia “Gotham City” per la sua costruzione moderna nel quartiere periferico di Novoli che ha raccolto tutti i vecchi uffici giudiziari situati nel centro del capoluogo toscano. Si parte da questo incidente stradale, in cui interviene un sovrintendente della Polizia Stradale, che è stato relegato alla pattuglia per un’indagine mandata in fumo dai giudici. La trama di per sé è bella tanto da far trasparire dalle prime pagine un thriller da lasciare col fiato sospeso il suo lettore. Invece, la narrazione si perde di volta in volta a causa della presenza di troppe descrizioni accessorie (spesso inutili) e tutto si basa sulle conoscenze del protagonista con gli altri personaggi che di volta in volta vengono incardinati nella storia. Paoli fa questo mestiere e si vede, pertanto il suo alter ego letterario lo rappresenta molto. Diciamo che neppure il primo romanzo mi aveva fatto impazzire, ma ho voluto continuare per vedere se il protagonista cresceva e la storia pure. Una sufficienza striminzita per la trama. Marchi è un uomo che ama il suo mestiere, abituato a dire bugie per arrivare ad una notizia, ma in fondo è un uomo solo. Il suo matrimonio è naufragato e la sua vita ruota intorno al palazzo di giustizia e al giornale. Si occupa della figlia adolescente, Donata, che sta sempre con la fidata baby sitter. Con le parole è bravo, sa come scrivere le cose, ma non sa guardare il mondo con gli occhi della misericordia. Gli occhi e il volto riflettono noi stessi e la misericordia come scrive Papa Francesco nella Bolla “Misercordia Vultus” «è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato». Marchi non ha questo, sa di sbagliare alle volte, ma lo fa per il “suo” bene supremo che è la notizia e il titolo in prima pagina.

Maria alessia Del Vescovo.

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