Storia di una vergine saggia: Fabiana. figlideltuono#

Era il 16 maggio 2010.  Solennità dell’Ascensione.

10 anni fa. Già?
Tre anni prima era iniziato il mio cammino di conoscenza di questa forma di consacrazione, nel mondo, la più antica della Chiesa.
Tutto di me, ormai, attendeva da mesi quel giorno. Se la trepidazione è tipica dell’anno precedente, la fretta è la caratteristica delle settimane prima! È tutto pronto, mi dicevo.
Il vescovo c’è, e deve esserci, gli inviti fatti, canti, parenti, amici, libretti per la Messa, fiori, ( amo le fresie), rinfresco, fotografo, anello, lampada…
e tu?
Tu no. Non sei pronta per un Rito che sancisce pubblicamente un patto sponsale con Cristo, per sempre. Come potrebbe essere diversamente?
Solo le parole di un amico sacerdote mi avevano tranquillizzato, e anche Mons Caprioli, il vescovo che mi ha accompagnato alla consacrazione con pazienza e paternità.
Lui ti mette questo anello al dito che è l’unico segno visibile dall’esterno. Sei sposata con Lui.
Sai, mi hanno detto: è vero che tu ti doni a Lui, ma vale anche viceversa! Lui fa un patto con te: di essere il tuo tutto.
Ed ecco che tutto era già più calmo.
La notte prima non ho dormito, ma poi sono stata calmissima per tutto il Rito che è gioioso e solenne, ma scorre via passo dopo passo e tu segui, in pace.
La pace è stato il dono più bello di quel giorno.
Ma … sapete cos’ è l’Ordo virginum?
Mmm. D’istinto mi verrebbe da suggerirvi di andare a leggere la nota CEI del 25 marzo 2014.
(Fatelo, comunque)
Dai 2 parole le posso dire: forma di consacrazione solo femminile, antichissima, si potrebbe risalire alle prime donne che seguivano Gesù, perché di fatto è questa la caratteristica, poi ci si può spostare a S. Ambrogio, il grande cultore della verginità consacrata, e con sua sorella come prima consacrata, e via via… poi solo nel 1970 il Santo Padre Paolo VI “rispolvera” Rito e forma, riproponendola come scelta radicale, diciamo che è stato profetico, visto l’aumento delle consacrate in tutto il mondo.
È una vocazione diocesana, il responsabile è il vescovo che segue la formazione delle candidate e l’ammissione alla consacrazione, definitiva perché non ha tappe intermedie.
Che dire? Che ci sono incontri tra le consacrate, durante l’anno, che si può condividere ciò che si vive e che siamo molto diverse una dall’altra e con compiti totalmente differenti che è una ricchezza incredibile, e dà l’idea della molteplicità dei carismi della Chiesa.
La lampada. Ah già. È uno dei segni più amati.
Simbolo della sposa che veglia, la si accende e la si porta sull’altare dove resta accesa fino alla fine della Messa. Poi la prendi con te. Io ce l’ho qui davanti a me. Posso accenderla per la preghiera personale, ma già vedendola sorrido, e penso a quel giorno speciale, e sono richiamata a tenere desto il cuore. Lui è qui.
Fabiana Guerra
Ov
Reggio Emilia
fabianaguerra.jpg

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