Le città invisibili. Italo Calvino. #clubrecensione.

Durante questa quarantena ho riscoperto la lettura di Italo Calvino, nel suo splendido Le Città Invisibili. Calvino, un autore che avevo sfiorato solo in quinta ginnasio, quando allora lessi Il visconte dimezzato.

Un libro all’inizio scioccante, quasi incomprensibile nelle prime pagine. Il dialogo immaginario fra Marco Polo e Kublai Kahn sulle città invisibili. Il primo impatto è questo: Marco Polo non descrive la Cina a noi, ma queste città invisibili al gran Kahn, a più riprese.

Intervallato dalle domande del Kahn a Marco Polo, l’esploratore descrive ben 55città con nomi affascinanti e a un tempo civiltà fantastiche immaginarie e proprio per questo invisibili: il testo ha dunque una struttura irregolare, come ho letto in rete, un particolare tipo di composizione chiamato lettura combinatoria a formare delle cornici narrative, insomma un gruppo di capitoli ramificati in diversi temi. Personalmente, ho amato questa lettura perché l’ho trovata densa di significati spirituali, filosofici e teologici. Certo, non sostituisce una lettura religiosa strictu sensu, ma comunque permette di dare una rilettura alla realtà contemplativa, profonda su temi che sembrano a volte dimenticati. Ogni città infatti racchiude e dischiude un elemento che il lettore incontra e che entrano a far parte del suo bagaglio umano. Segnalo due temi importanti: la città di Ottavia sospesa su una rete sopra abisso: gli abitanti sono incerti del loro permanere su questo abisso, data la fragilità della rete. Questo può essere inteso come il senso dell’esistenza di ogni uomo, fragile, ma aperta all’abisso dell’Incontro con il Dio Trinitario. Inoltre il continuo richiamo alla memoria, si descrivono infatti cinque città dedicate ad essa memoria (Diomira, Isidora, Zaira, Zora, Maurilia), è il sottolineare l’importanza della custodia e del ricordo dei valori, delle cose preziose accadute nella propria vita.

Consigliatissimo a tutti i cercatori di Dio, tutti coloro che camminano nella Chiesa verso il Regno di Dio, e possono così attingere da questo testo per fari solleticare da una ricerca della Verità di Cristo ancora più genuinamente bella e forte, fra l’abisso, la memoria e la grazia.

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

 

Gesù dolce, Gesù amore

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