Chiuso fra cose mortali.#figlideltuono

“CHIUSO FRA COSE MORTALI

ANCHE IL CIELO STELLATO FINIRA’

PERCHÉ BRAMO DIO?”

 

È la domanda che si pose Giuseppe Ungaretti nel 1916. Ad un secolo,  o poco più,  siamo invitati a domandarci quale sia il senso profondo del nostro vivere in relazione con noi e con gli altri.  È difficile trovare Dio nelle difficoltà,  ma è una grande sfida. La nostra routine quotidiana è legata alla materialità delle “cose mortali”, che facciamo fatica ad abbandonare,  addirittura ci riesce difficile pensare di rinunciare all’aperitivo con gli amici,  alle tavolate del sabato sera,  ignoriamo il richiamo al bene comune . Eppure questi giorni di isolamento forzato sono un dono grandissimo che il Signore ha voluto concederci, per consentirci finalmente una pausa da tutte quelle distrazioni che ci allontanano ogni giorno dalla cura per i nostri affetti e per la nostra anima.

È tempo di pensare a noi, “rivendicarci”  a noi stessi, come  suggerì Seneca a Lucilio con il suo magnifico “Vindica te tibi” (Epistulae morales ad Lucilium I,1), è tempo di pensare agli altri,  è tempo davvero di pensare.  Il nostro piccolo mondo limitato,  i nostri egoismi, sono messi di fronte alla grande sfida dell’Amore,  quello che Dio ci sollecita a recuperare , come un Padre misericordioso che richiama i suoi figli che hanno smarrito il senso della vita.

 

” Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è mai l’uomo perché te ne ricordi,

e il figlio dell’uomo perché te ne curi?”     ?”  Sal, 8, 4-5

 

Dio è dentro di noi, da Lui ci viene la speranza per superare questi giorni difficili, che ci mettono davanti agli occhi la nostra fragilità. Se dobbiamo trovare un senso alle difficoltà della nostra esistenza, ecco che ci viene offerta una prova, che sta a noi superare, affidandoci alla Grazia di Dio.

Ungaretti troverà la sua risposta nella fede cristiana solo dieci anni dopo: “DIO, GUARDA LA NOSTRA DEBOLEZZA…FULMINA LE MIE POVERE EMOZIONI// LIBERAMI DALL’INQUIETUDINE”.

E con “ La preghiera “ del 1928 risponderà al quesito del ’16 : SII LA MISURA, SII IL MISTERO// PURIFICANTE AMORE”

Giorgia Pietropaoli

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