L’unico pane vivo. #ciborium

Dal vangelo secondo Giovanni 6,

“35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. 36 Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. 37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.”

 

Uno dei film più commoventi che abbia mai visto è “Marcellino pane e vino” del 1955. Il protagonista è il piccolo Pablito Calvo che interpreta un trovatello, Marcellino, adottato da tre frati francescani. Marcellino di nascosto fa amicizia con Gesù crocifisso, che gli si manifesta. Il bambino, senza farsi scoprire dai frati, gli porta ogni volta un po’ di pane.

Clubbers, non vi svelo il finale, davvero da lacrime agli occhi,

Marcellino era davvero generoso ma non sapeva che il primo pane però l’ha ricevuto lui, incontrando Gesù: in quel modo speciale, cioè una manifestazione straordinaria.

6. Pane vivo.jpeg

 

L’incontro con Gesù è il centro dalla vita cattolica.

Finora abbiamo giustamente parlato del cibo materiale, dei suoi significati più profondi, dei suoi legami con la nostra vita spirituale e quotidiana. Ma tutto quello che Gesù ha voluto è costituito da questo: essere saziato del Suo Pane. Insomma di Lui stesso.

In tanti segni, Gesù ha sfamato coloro che aveva davanti. Pensiamo al racconto della pesca miracolosa. Ha donato loro conforto, anche guarendo da malattia inabilitanti. O ha donato la presenza di Lazzaro defunto: donandolo vivo ai suoi cari.

Per questo che il rischio, per gli apostoli e i discepoli, era quello di pensare che servire Gesù fosse fare una carità solo materiale e solo “gastronomica”. Quasi a voler mettere da parte tutto il resto. Che invece è il centro. Gesù è presente REALMENTE in corpo sangue anima e divinità: è con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Gesù davvero si fa toccare da noi anche oggi, nelle specie del pane e del vino.

Non dimentichiamolo mai, quando partecipiamo a messa. Gli affanni dei sacrosanti impegni quotidiani non ci disturbi quando siamo soli con Lui e con la Chiesa: durante la Messa, finalmente siamo abbracciati da Lui, Sacramento. E faremo la volontà splendida anche del Padre e dello Spirito Santo.

Cari clubbers, sono Dany, eccomi a voi con una nuova ricetta che vede ancora come protagonista il pane. Si tratta di una ricetta dolce che ha non solo lo scopo di deliziare il palato, ma soprattutto quello di riciclare il pane raffermo. In questi tempi di abbondanza e purtroppo di spreco, ricordo le parole di mia nonna:” Il pane in tavola è dono di Dio: è peccato sprecarlo ed ancora di più buttarlo via”.

Torta di pane raffermo

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Preparazione : 30 minuti
Cottura : 30 minuti

INGREDIENTI

Quantità per 1 stampo da 24 cm

250 g di pane raffermo
500 – 600 ml di latte
2 uova
150 g di zucchero semolato + 2 cucchiai prima di infornare la torta
80 g di olio di semi (oppure burro fuso)
70 g di cacao amaro in polvere
1 bustina di lievito per dolci
1 fialetta aroma Vaniglia
200 g di Gocce di cioccolato
Zucchero a velo q.b. per guarnire la torta

PROCEDIMENTO

Prima di tutto ammorbidite il pane nel latte caldo. Aggiungetelo a poco a poco, in modo da valutare se necessita di tutti i 500 ml. Nel caso il pane fosse molto duro, dovrete aggiungerne un pochino in più. Il risultato dev’essere un composto morbido ma non acquoso.
Aggiungete la vaniglia.
A parte, montate le uova con lo zucchero e a mano a mano amalgamate l’olio a filo. Dovrete ottenere un composto di uova gonfio e chiaro.
Frullate con le fruste elettriche il pane e latte fino ad ottenere un impasto morbido privo di pezzi.
Versate la montata di uova nell’impasto e amalgamate con una spatola dall’alto verso l’alto. Aggiungete quindi il cacao e lievito precedentemente setacciati
Amalgamate insieme con una spatola e aggiungete le gocce di cioccolato.
Versate l’impasto della torta di pane in una teglia foderata con carta da forno, livellate bene, aggiungete 2 cucchiai di zucchero semolato.
Cuocete in forno statico a 180° ben caldo per circa 40 – 45 minuti.  Controllare la cottura infilando uno stecchino nel centro della torta mentre è ancora in forno: lo stecchino deve uscire asciutto.

Prima di servirla, aspettate che si raffreddi completamente almeno 6 – 8 h altrimenti è troppo morbida.

Una volta raffreddata la torta  spolveratela con un cucchiaino di zucchero a velo. Ottima al naturale, potete servirla con glassa al cioccolato oppure gelato o crema!
La Torta di pane si conserva in luogo asciutto a temperatura ambiente per 2 – 3 giorni, meglio se in una campana per dolci.

Buon appetito!

Daniela Sardella

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore.

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