In vino eternitas. #ciborium

Dal libro del profeta Isaia,25

6 Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. 7 Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. 8 Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato. 9 E si dirà in quel giorno: “Ecco il nostro Dio”

 

Non sono un esperto bevitore. Anzi. Ad onore del vero sono quasi astemio. Mi auguro che i clubbers amanti dell’alcool non si scandalizzino. Ricordo la prima volta che mi raccontarono come si vendemmia e come si produce dell’ottimo vino rosso. Mi sembrava davvero strano immaginare come da quei chicchi di uva, di quella frutta di cui abbiamo parlato,  potesse venire una sostanza liquida. Poi che si pestasse pure coi piedi, mi faceva sorridere.

Ma ovviamente il vino non è fatto coi piedi, intendendo con tale accezione, qualcosa fatto male. Anzi, il vino ha da sempre un sapore sacro.

 

3. vendemmia.jpg

Rituale della vendemmia: ringrazio il caro amico Ruggero che me lo ha spiegato

 

A tal proposito, Isaia aveva intuito qualcosa a proposito del vino, che Dio dona al suo popolo amato. Nel passo di apertura notiamo che si parla di un banchetto composti di vini eccellenti. Il loro inebriare è particolare. In un certo senso, anche in Isaia è un vino di verità. Non di una ubriacatura che fa perdere i sensi. È un vino che rivela qualcosa. Dunque tutto il banchetto di cui Isaia ci parla è apocalittico, cioè rivelatore di verità nascoste.

L’invito dunque a degustare il vino isaiano, che per noi è quello eucaristico, ha un senso profondo: è un invito a spalancare il velo di verità su Dio. Al tempo stesso, aprire il velo di verità su noi stessi. Ecco che allora potremo dire che in quel sorso alcolico trinitario, c’è l’eternità.

Ricordo un bellissimo brano di G.K. Chesterton circa il bicchiere della staffa. Vi riporto il bellissimo stralcio, tratto da Eretici.

“Bevete perché l’intero mondo è rosso come questo vino, per il vermiglio dell’amore e della collera divina. Bevete, perché le trombe chiamano alla battaglia e questo è il bicchiere della staffa. Bevete, per questo mio sangue del nuovo testamento che è sparso per voi. Bevete, perché io so donde venite e perché. Bevete, perché io so quando ve ne andrete e dove”

Ho sempre interpretato questo passo come un invito a non aver paura di bere il Suo bicchiere della staffa. La sua Eucarestia, il suo Preziosissimo Sangue. Il dono di Gesù in cui si spalanca tutto l’amore della Trinità. E si spalanca anche la verità della Trinità. Ciò svela anche qualcosa di noi e sulla nostra vocazione: la carità e la santità. Nella sua Eucarestia già pregustiamo la sensazione della serenità del Paradiso.

Beviamolo allora questo bicchiere della staffa. E se ve lo dice un quasi astemio, cari clubbers…

 

Cari Clubbers vi è piaciuto il dolce dell’altra volta? Spero di si. Oggi vi propongo una ricetta al salto, il prelibato… Brasato al Barolo

 

3.brasato al barolo.png

Ingredienti:

800 g di manzo 

1 gambo di sedano

1 cipolla

1 carota

Salvia q.b.

Rosmarino q.b.

Alloro q.b.

Foglie d’alloro q.b .

Chiodi di garofano q.b.

750 ml di Barolo

200gr circa di patate

50 g di burro

4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

Sale q.b.

Pepe q.b.

 

Ecco come prepararlo.

Lavate le verdure in acqua corrente e tagliatele a cubetti su di un tagliere.

Poi tagliate la cipolla a striscioline sottili e ponetela insieme alle verdure precedentemente tagliate a cubetti in una ciotola a sponde alte, in cui andrete a porre anche la carne. Unite il vino e coprite il tutto con  una pellicola per alimenti ,ponete poi il tutto a riposare in un luogo fresco per circa 12 ore.

Pelate due patate e mettetele a bollire dopo averle divise in quattro parti.

Quando saranno passate le ore per la marinatura togliete la carne, ponetela sul tagliere e asciugatela dal vino.

In una pentola grande fate sciogliere il burro con l’olio d’oliva e metteteci dentro la carne e fatela rosolare nel grasso cinque minuti per lato.

Prendete le verdure che avete posto a marinare nel vino dentro la ciotola e aggiungetele alla carne.

 Salate e cuocete a fiamma media per circa 20 minuti con il coperchio.

Riprendete il brasato e aggiungetevi le patate che avete lessato insieme al vino precedentemente utilizzato per la marinatura e che avrete scaldato in un pentolino. Cuocete lentamente per due ore a fiamma bassa. Trascorso il tempo tirate fuori la carne e posatela nel piatto da portata.

Tagliate a fettine la carne, frullate il sugo che resta con un mixer e usatelo come crema per il vostro brasato al Barolo.

Buon appetito dalla vostra Clubber Cook!

 

Alessandra Fusco

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

 

In Gesù dolce, Gesù amore.

 

Per gustare le altre meditazioni.

L’acquolina sacra

La frutta

 

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