Maria, la danza del “si”! Mary the dance of the “yes”! #donne

«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». E rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». (Luca 1, 34-38).

In una piccola città della Galilea chiamata Nazareth, un angelo di Dio approda nella casa di una vergine, promessa sposa di un uomo di nome Giuseppe della casa di Davide. Il nome della vergine è Maria. Il saluto dell’angelo è nel battito festante della gioia: «Rallegrati!» (v. 28). L’angelo comunica alla giovane che Dio l’ha guardata e gli ha fatto grazia: nel suo grembo Maria accoglierà il Figlio dell’Altissimo!

Il cuore di Maria è scalpitante di stupore dinanzi al messaggero di Dio: come è possibile che una giovane vergine di Nazaret possa accogliere il Figlio dell’Altissimo nel suo grembo? Lo stupore di Maria è accompagnato da una crescente palpitazione del cuore, che si dilata nella sua capacità di accogliere la Parola di Dio e impara ad aprirsi ancora una volta al mistero, il quale in modo straordinario danza nel feriale e nel carnale dell’umano. Lo stupore di Maria è accompagnato dall’azione dello Spirito Santo, dalla potenza di Dio che soffia e gonfia di gioia la vita che accoglie nella sua carne la presenza dell’Amore.

Nulla è impossibile a Dio! Nel cuore di una famiglia, nel respiro dell’apertura dei cuori, respira il Signore della vita. L’angelo non si trattiene e condivide a Maria la bellezza di ciò che accade anche a Elisabetta: « … nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile» (vv. 36-37). Elisabetta ha fatto esperienza della potenza dell’Altissimo, della vita che fiorisce lì,  dove nessuno si aspetterebbe mai niente di fecondo! La sterilità non è nello stile di Dio: Elisabetta è al sesto mese di gravidanza! Dio scommette, investe nella vita dei piccoli, i quali non possono che stupirsi dinanzi all’opera dell’Onnipotente e fare l’unica cosa che sono in grado di fare: credere che tutto è possibile e vivere seguendo i passi della Parola di Dio che fa danzare i cuori!

La fede riconosce l’opera di Dio e l’impossibile diventa possibile: la vita segue i passi meravigliosi della danza, quale arte dell’ascolto di una parola che cambia la vita. La danza della giovane donna di Nazareth esplode in quel “si” di adesione senza riserve alla Parola di Dio, nell’accoglienza del mistero che impegna il cuore per sempre. Maria, la danza del «si» di Dio all’umanità, diventa casa accogliente nelle periferie del mondo.

La sintonizzazione affettiva del Verbo nell’utero della vergine, consolida la speranza e infiamma la fede, la quale non è semplice conclusione di un ragionamento ma è un salto ragionevole: più che ragionevole! È Dio che bacia la storia dell’umanità con la sua salvezza!

L’immagine di Maria che aderisce al progetto di Dio è meravigliosa. Ella accoglie il Verbo nel suo grembo, la sua voce sarà riconosciuta dal neonato che acquisirà un linguaggio verbale! Dio è stupefacente! È sorprendente pensare che quel feto è il Verbo fatto carne! Il Figlio di Dio si muove nel grembo di Maria e allo stesso tempo è sensibile ai rumori corporei di colei che è resa Madre di tutte le madri. È commovente constatare l’abbandonarsi fiducioso di Dio verso le proprie creature ed è incantevole vedere come oggi, nella disponibilità del cuore di una verginità donata, che fa di Maria il suo modello, si possa vivere nel vortice gioioso della grazia e generare Cristo nelle anime!

Maria ha dato il suo sì a Dio, trovando in lui i passi che hanno fatto danzare la sua vita. In ogni persona c’è un sì predominante, un amore scalpitante che vuole danzare, un amore intorno al quale tutto ruota e tutto converge. In ogni persona c’è un sì che attende di essere cantato a Dio perché  immetta nella danza della vita vera, nel linguaggio dell’amore, che tutto salva e fa fiorire.

Filomena Fabri


Mary, the dance of the “yes”. #donne

Gospel according to Lk 1, 34 – 38

In a small town in Galilee called Nazareth, an angel of God lands in the house of a virgin, betrothed to a man named Joseph of the house of David. The virgin’s name is Mary. The angel’s greeting is in the festive beat of joy: “Rejoice! (v. 28). The angel tells the young girl that God has looked upon her and given her grace: in her womb Mary will welcome the Son of the Most High!

Mary’s heart is pounding with amazement before God’s messenger: how is it possible that a young virgin of Nazareth can welcome the Son of the Most High into her womb? Mary’s amazement is accompanied by a growing, beating heart, which expands in its capacity to receive the Word of God and learns to open itself once again to the mystery, which in an extraordinary way dances into the ordinary and fleshly human reality. Mary’s amazement is accompanied by the action of the Holy Spirit, by the power of God who breathes and fills with joy the life that welcomes the presence of Love in the flesh.

Nothing is impossible for God! In the heart of a family, in the breath of the opening of hearts, breathes the Lord of life. The angel does not hold back, and shares with Mary the beauty of what also happens to Elizabeth: “…in her old age she also conceived a son, and this is the sixth month for her, who was called sterile” (vv. 36-37). Elizabeth has experienced the power of the Most High, the life that blossoms there, where no one would ever expect anything fruitful! Sterility is not God’s style: Elizabeth is six months pregnant! God bets, He invests in the lives of the little ones, who can only marvel at the work of the Almighty and do the only thing they are able to do: believe that everything is possible and live following the way of the Word of God which makes the heart dance!

Faith recognizes God’s work and the impossible becomes possible: life follows the marvelous ways of the dance, as in the art of listening to a life-changing word. The dance of the young woman of Nazareth explodes in that “yes” of unreserved adherence to the Word of God, in welcoming the mystery that commits the heart forever. Mary, the dance of God’s “yes” to humanity, becomes a welcoming home on the outskirts of the world.

The affective attunement of the Word in the womb of the Virgin, strengthens hope and inflames faith, which is not simply a conclusion of reason but a reasonable leap: more than reasonable! It is God who kisses the history of humanity with His salvation!

The image of Mary adhering to God’s plan is wonderful. She welcomes the Word in her womb, her voice will be recognized by the newborn child who will learn the spoken word! God is amazing! It is amazing to think that this child is the Word made flesh! The Son of God moves in Mary’s womb and at the same time is sensitive to the bodily noises of the one who is made Mother of all mothers. It is touching to see God’s trusting abandonment to one’s own creature. It is enchanting to see how today, in the openness of the heart of a given virginity, which makes Mary its model, one can live in the joyful whirlwind of grace and give birth to Christ in souls!

Mary gave her yes to God, finding in Him the way that made her life dance. In every person there is a predominant “yes”, a love that wants to dance, a love around which everything revolves and everything converges. In every person there is a “yes” that waits to be sung to God so that he may enter into the dance of true life, into the language of love, which saves and makes all flourish.

Filomena Fabri

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