Dio creò il mondo e ahimè la pioggia. Creazione#1

Il silenzio che avvolge l’origine del mondo è impressionante: in principio c’è il nulla, o meglio, c’è “lo Spirito di Dio che aleggiava sulle acque” (Gen 1, 2) e la terra si presentava come una massa informe e deserta, o se preferite, sta per succedere il BIG BANG, secondo l’ipotesi più accreditata dagli scienziati.

Infatti Dio disse: “Sia la luce” (Gen 1, 3) e immediatamente la luce apparve.

Ecco dunque le particelle di materia che velocemente schizzano, come in una gara, fluttuando, nell’aria? Nel vuoto?  Per i fisici queste primissime particelle che si allontanano l’una dall’altra costituiscono l’inizio del nostro Universo. Gli astrofisici, dal canto loro, per spiegare in che modo tali particelle si siano disperse, utilizzano l’esempio del palloncino. Chi di voi, da bambino non si è divertito a gonfiarne uno, forse pieno d’acqua, per tirare un “simpatico” gavettone a carnevale o in riva al mare? Ecco, immaginiamo ora di gonfiare un palloncino disegnato con tanti puntini colorati. A mano a mano che soffiamo, le dimensioni del palloncino aumentano, così come la distanza tra due punti qualsiasi.

Ma come ci siamo finiti a parlare di palloncini, gavettoni e puntini? Ah sì, ora ricordo. Dunque quando il testo di Genesi 1 racconta la creazione della luce, io la immagino così, ovvero la luce comincia a correre e ad illuminare il cielo e la terra che Dio aveva chiamato ad esistere ancor prima dei puntini, dei palloncini…

Poi Dio, dall’alto della Sua esperienza, separa la luce dalle tenebre perché sa che i bambini hanno paura del buio e a volte ce l’hanno anche gli adulti. E sì, perché quando è buio non si vede nulla, ci si sente soli e a volte si possono fare pensieri brutti. Ma Dio che conosce le Sue creature fin dall’eternità e provvede a loro, crea il giorno e la notte, con il sole, la luna e le stelle. Sistema persino l’alternarsi delle stagioni, perché sa che non può essere sempre caldo, ma neanche sempre freddo, ci vuole pure il tiepido!

Nel frattempo il mare ha cominciato a muoversi, infrangendo le coste con il suo “eterno movimento” come cantava Biagio Antonacci qualche anno fa. Il mare è bello anche d’inverno, seppure sia “un concetto che il pensiero non considera” ricordando un motivetto diventato famoso grazie a Loredana Bertè.

Persino Dio resta incantato dal sole, dalla luna, dalle stelle e dalle acque che ha creato, le guarda con amore e le giudica come buone. C’è ancora silenzio intorno, a parte il rumore del mare, il Signore crea le piante, gli alberi ed i frutti, ognuno secondo la loro specie: tutto è ordinato ed Egli ammira ciò che ha fatto, se ne prende cura e “fu sera e fu mattina, quarto giorno” (Gen 1, 19).

La voce di Dio scandisce il tempo dei primi quattro giorni della creazione, tutto è silenzio, si sente solo il rumore del mare; ogni cosa è al suo posto, libera di crescere e di svilupparsi, sotto lo sguardo attento e premuroso del Creatore perché, come direbbe san Tommaso, “vediamo che alcune cose, le quali sono prive di conoscenza, (il mare, il sole, la luna, gli alberi) operano per un fine, sempre o quasi sempre allo stesso modo perché vi sono dirette da qualcuno che ha conoscenza ed intelligenza[…]” (Summa Theologiae, I, q. 2, a. 3).

Nella prossima puntata rifletteremo e ricorderemo, per chi l’avesse dimenticato, che cosa è accaduto dopo il quarto giorno, forse il silenzio ha cominciato a rompersi, forse la luce ha viaggiato non alla velocità della luce, o forse, riscopriremo quante meraviglie ci circondano.

Nel frattempo godiamoci il mare, il sole, la luna, le stelle e ahimè anche la pioggia!

 

Elisabetta Di Magno

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