L’ostacolista di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo

“Pietro […] per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento”

Pensiamo ad una disciplina olimpica di atletica leggera. La corsa ad ostacoli. Ogni atleta di corsa ad ostacoli – detto ostacolista – comincia sempre ad allenarsi in modo graduale. Prima cura la corsa, poi la spinta e infine il salto per scavalcare l’ostacolo.

Ogni momento dello scavalcamento, dicono gli esperti di questo sport, viene preparato con calma. Anche gli ostacoli, per chi comincia, non sono subito altissimi. Ma pian piano vengono alzati, dall’allenatore, fino a che si è in grado di superarli.

Così anche il Signore fa con noi: ci accompagna in un cammino graduale di santità in cui pian piano si affrontano tutti gli ostacoli.

 

fabrizio-mori vincitore 400 ostacoli nel 1999.jpg

Fabrizo Mori, ostacolista italiano, oro a Mondiali di Atletica Leggera di Siviglia nel 1999.

 

Se poniamo attenzione al passo di apertura, dobbiamo notare che Gesù non è un leader politico venuto a rovesciare le consuetudini ebraiche e le sue tasse. Prima aveva fatto notare a Pietro e ai suoi apostoli la stranezza di dover pagare i tributi al Tempio da parte sua, che è Figlio di Dio e Signore di tutto il creato. È dunque anche Signore e Padrone di quello stesso tempio dove gli Ebrei, adorano Dio. Adorano, senza saperlo quello stesso Gesù.

Però per non scandalizzare gli esattori, Gesù decide di pagare le tasse. Si mette allo stesso livello delle leggi giudaiche. Gesù non scandalizza cioè non pone difficoltà e ostacoli verso chi è in cammino verso di Lui: anzi attende chi è più lento.

Questo accade anche nella nostra quotidianità. Siamo tutti in cammino, nei diversi stati di vita, nei diversi lavori che facciamo, nella ordinarietà della nostra vita di fede. Il Signore ci pone un cammino ben preciso e certo: la santità. Ma non pone ostacoli. Non si diverte a vederci in difficoltà.

Ci offre la sua moneta d’argento, perché possiamo ricevere quanto noi necessitiamo per sopravvivere. La moneta d’argento è la grazia, l’azione col quale ci rende partecipi della sua stessa natura. Con la grazia, siamo tutti un po’ argentei: siamo tutti simili al Signore.

Chiediamo a Dio di essere perseveranti nella via della fede, aiutati dalla presenza reale e affettuosa di Gesù Eucarestia.

Fr. Gabriele Giordano Maria Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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