L’umile viaggio verso la Gioia.

Dal vangelo secondo Matteo

11, 28 – 30 .« Imparate da me, che sono mite e umile di cuore»

 

In adolescenza ho amato le eterne pagine di Robert Louis Stevenson nel suo splendido L’Isola del Tesoro. Il marinaio scapestrato Jim Hawkins, a seguito della riscoperta di una mappa che indica la presenza di un tesoro, si imbarca insieme al comandante, oscuro e ad un tempo amichevole Long John Silver. Nel finale, in questo gioco di ombre e luci, fra Jim e Long John, il primo coraggioso e impavido marinaio rivolte queste parole al suo capitano.

“Ebbene – dissi io – non sono così sciocco da non sapere che cosa mi aspetta. Ma accada quel che accada, non me ne importa. Ne ho visti di morire abbastanza da quando vi ho incontrati. […] Ma ora sono io che posso ridere; il filo della matassa era in mano mia, e voi non mi fate paura più di una mosca.”

Il coraggio che viene al piccolo Jim sorge da un cammino di umiltà che pian piano gli ha insegnato molte cose.

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Jim Hawkins e Long John Silver in una futuristica rielaborazione Disney del romanzo di Robert Louis Stevenson intitolata Il Pianeta del Tesoro

 

Nel vangelo citato invece Gesù mostra la sua intimità, al mondo e a noi. Lui è l’unico che davvero può dire prendete esempio da me, poichè “sono umile”. Anzi perché “sono L’Umile”: colui che per antonomasia ha scelto l’umiltà. Colui che è l’Umiltà, a differenza di Jim che l’ha imparata suo malgrado.

L’umiltà di Cristo consiste nella sua kenosi: cioè in un abbassamento dal suo essere Dio fino ad accogliere l’umanità, e farsi uomo, per amore. Gesù mostra come umiliarsi non significhi sminuire i doni e i talenti naturali, ma metterli a disposizione nell’accoglienza di un amore più grande.

L’abbassarsi è allora vivere secondo una prospettiva di carità: la carità è l’amore di benevolenza cui accompagno il prossimo verso l’amore di Dio. Tramite la carità dunque è possibile alimentare il silenzio di umiltà tipico di Gesù.

È altrettanto possibile avere quegli stessi sentimenti che fanno sentire ad ogni persona la vicinanza di Dio nella sua vita. Questo è davvero il tesoro che tutti quanti possiamo far scoprire, guidare gli altri e noi stessi in un viaggio burrascoso, dove si rischia di farsi male; ma alla fine che dona sempre una gioia superiore a quella attesa.

Il Signore spalanchi il nostro spirito, per renderci servitori umili della Gioia Trinitaria.

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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