La culla mariana. Ave Maria#1

Dal vangelo secondo Luca

1, 28 Ave maria piena di grazia il Signore è con te!

 

Ricordo, quando ero piccolo durante i periodi estivi fuori Roma, mia nonna era solita recitare il rosario di notte. Quella preghiera ripetuta di continuo ben presto mi entrò nella mente e la memorizzai. Era un po’ come una ninna nanna, in quelle sere afose, col pensiero di essere lontano da casa: quella preghiera cullava fino ad addormentarmi.

Questa antichissima preghiera da sempre è stata recitata dai cristiani mostrando il grande amore che i fedeli avevano nei confronti di Maria di Nazareth.  Nel corso della storia della spiritualità, l’Ave Maria è andata poi a comporre la preghiera del Rosario: una lunga preghiera ripetitiva, ma in grado, proprio per la sua ripetitività di aiutare nel pregare e quasi vedere i principali misteri della fede cattolica.

In effetti questo speciale tipo di preghiera si richiama alla stessa esperienza di Maria: se pensiamo al saluto dell’Angelo rivolto alla giovanissima (presente in Luca 1,28), quattordicenne, Maria di Nazareth si possono trovare due elementi.

Innanzitutto la pienezza di grazia: Maria cioè era stata preservata dal peccato originale, a differenza di tutti noi. Il Signore aveva per lei un progetto bellissimo: renderla madre di Dio per la salvezza dell’uomo. Per questo le aveva offerto questo privilegio specialissimo.

Il Rosario è una sintesi dell’intero progetto di salvezza di Dio sull’uomo: a differenza di Maria, noi abbiamo il peccato originale. Ma come Maria sappiamo di essere chiamati ad una missione bellissima: ognuno nel proprio stato di vita collabora con Dio per la salvezza propria e del prossimo.

Subito dopo l’arcangelo afferma: Il Signore è con te. Queste bellissime parole testimoniano la presenza continua di Dio nella vita della giovanissima ragazza. Dio continuamente agisce nella nostra vita, non solo nei sacramenti o quando opera miracoli. Ad esempio, Dio continua a donarci vita biologica e spirituale: senza la sua azione noi moriremo immediatamente, quasi come a subire un annichilimento.

Questa Sua presenza può donarci serenità e gioia, sapendo che il Signore agirà in modo provvidente anche nelle nostre vite quotidiane: perciò la piccola Maria è testimone viva e forte di questa prossimità e vicinanza del Signore. Non solo perché le ha mandato l’arcangelo Gabriele. Ma perché tramite il messaggero celeste, è salutata da Dio in modo così bello ed affettuoso.

Il Rosario è preghiera che si recita camminando per strada, nella nostra quotidianità, mentre guidiamo la macchina, andiamo a lavoro o facciamo altre attività. In questo suo ripetersi, ci aiuta anche a percepire di continuo la presenza del Signore. A sentire il Suo saluto nei nostri confronti, ogni volta che ci rivolgiamo a Lui nella recita dei misteri.

Scriveva Marcel Proust “ Un uomo che dorme tiene intorno a sé, in cerchio, il filo delle ore, gli ordini degli anni e dei mondi.”

In questo tenere il filo delle cose secondo l’ordine provvidenziale del Signore, Maria ci sia mamma paziente che ci accompagna e ci culla, anche in quelle notti esistenziali che sembrano non concludersi.

Fr Gabriele Giordano Maria Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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