Un desiderio di eternità

Dal vangelo secondo Luca 19,

Un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.  Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

 

Ricordo ancora il colloquio orale dell’esame di maturità, nella torrida estate 2003.  Scrissi una tesina sul tema della follia e avevo imparato a memoria il testo dell’aforisma 125 del filosofo F. W. Nietzsche, contenuto in La gaia scienza, “Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!” Anche se l’opera del filosofo tedesco portava a conclusioni lontane dalla fede, con l’annuncio della morte di Dio, Nietzsche aveva saputo ben esprimere il sentimento di ricerca di Dio che io stesso avevo in quel periodo.

La cerca di Dio è uno dei più grandi doni che Dio stesso ci ha fatto. È una cerca del tesoro a tutti gli effetti. Anche Zaccheo cerca Gesù. La bassa statura fisica può simboleggiare la presenza di alcuni limiti personali, ma nonostante questi, Zaccheo si sforza di cercarlo e di incontrarlo. La salita sul sicomoro è simbolo del tentativo ultimo volenteroso e più coraggioso dell’uomo di raggiungere Dio.  Il Catechismo insegna che questa cerca nasce da un desiderio:

 

Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell’uomo, perché l’uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l’uomo e soltanto in Dio l’uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa. (CCC 27)

 

È Dio stesso dunque che ci ha posto un desiderio di eternità nel cuore: è la volontà di raggiungere la Sua Eternità. Questo desiderio è la base di tutti gli altri desideri, che hanno una certa dignità e importanza, ma legati certamente a realtà temporanee e passeggere. Invece il sogno di raggiungere la verità di Dio ci aiuta anche a vivere e mettere in pratica la fede mediante la partecipazione agli atti di culto. Allo stesso tempo, se il nostro desiderio è quello di essere testimoni dell’amore di Dio, anche l’adesione a scelte morali coerenti con questo desiderio è di certo meno faticosa, sebbene non semplice. Il Dio di Gesù Cristo, nel cammino di tutta la nostra vita, rinvigorisce e dà linfa a questo desiderio. Continuamente ci ricorda il suo Amore e la sua tenerezza donandosi nell’Eucarestia tutti i giorni.

Se come scriveva Virgilio nelle Bucoliche “Ognuno è trascinato dal proprio desiderio” Dio stesso è trascinato in un amore desideroso di unione, tenerezza e verità nei confronti di tutti noi. Affinchè il nostro desiderio e il suo coincidano, ricordiamoci sempre di ciò che c’è in fondo al cuore: una grande chiamata per un amore universale verso Dio e il prossimo.

Gesù dolce, Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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