I magnifici sette.

1Cor 4:1 Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. 2 Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele.

 

“Ho tanto pregustato queste gioie, ma come sempre, l’immaginarsele è stato la parte migliore, perché il bene arriva sempre troppo tardi, diventa realtà troppo tardi, quando non si è piú capaci di goderne. […]” Con questa ansiosa e inquieta descrizione del raggiungimento di un bene, Thomas, nel romanzo di Thomas Mann I Buddenbrook, mostra tutto il percorso di decadenza della propria famiglia. Un arco di una vita speso a rincorrere sogni poi decaduti, un bene che poi non basta mai: ecco la terribile esperienza descritta da Mann.

Al contrario di Thomas Buddenbrook noi possiamo invece raggiungere un bene che ci soddisfa e ci rende gioiosi. Questo bene è Dio stesso: ed essendo egli stesso la meta finale, col suo aiuto, a cominciare da oggi, noi camminiamo verso di Lui. Ma anche durante il percorso che facciamo verso Dio e alla vita eterna, abbiamo degli aiuti concreti, in cui possiamo incontrare Dio già adesso.

Questi aiuti che sono dei veri e propri luoghi di incontro con Dio sono i sacramenti.  Per fede noi sappiamo che Gesù Cristo stesso ha istituito i sacramenti e che essi sono nel numero di sette.

“I sacramenti della Nuova Legge sono istituiti da Cristo e sono sette, ossia: il Battesimo, la Confermazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli infermi, l’Ordine e il Matrimonio.” (CCC 1210)

Come lo stesso Catechismo, e precedentemente San Tommaso, insegnano proprio per il loro numero settenario implica una continua presenza di essi nell’arco della nostra vita: all’inizio della vita, il Battesimo accompagna anche l’inizio della nostra esperienza di fede. Nella maturità la Cresima ci aiuta a maturare la nostra attività nella comunità ecclesiale; nei momenti di debolezza spirituale e fisica la Penitenza e l’Unzione ci vengono incontro per ridonarci la vita spirituale e riprendere il cammino nonostante le cadute in cui siamo incorsi. Giunti al culmine della maturità giunge il momento in cui decidiamo di amare Dio, nell’ambito della famiglia o del servizio ministeriale ecco allora il Matrimonio e l’Ordine.

Tutto questo è rinvigorito nel quotidiano dalla Presenza Stessa di Gesù nel Suo Corpo e Suo Sangue che si dona a noi offrendoci ossigeno e linfa vitale per camminare senza paura in lui: ecco l’Eucarestia.

Nelle tappe fondamentali della vita sappiamo di non essere mai soli. Quando torniamo a guardare le foto della nostra fanciullezza, gioventù e maturità, ricordiamo sempre che Gesù è stato con noi a sostenerci e donarci la Sua forza e il Suo sostegno. Questo potrà davvero ricordarci qual è la grande vocazione della vita cristiana: essere chiamati alla amicizia continua senza fine di Colui che da Dio si è fatto uomo. E a nostra volta, aiutare altri ad entrare in questa amicizia festosa.

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

Gesù dolce Gesù amore

 

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