Un padre silenzioso

Lc 4:22 Tutti rendevano testimonianza [a Gesù] ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».

 

Fra la quarta e quinta ginnasio, come compiti per le vacanze, ricevetti alcuni libri da leggere per l’estate. Uno di questi era Papà Goriot di Honorè De Balzac. Questa è la storia dell’iperansioso e iperprotettivo papa Goriot nei riguardi delle tanto amate figlie, Anastasie e Delphine. Le due figlie sembrano invece cercare un rapporto di tipo economico col padre. Non entrerò troppo nella trama per non svelarla ai curiosi lettori.

D’altro canto la fede ci insegna una esperienza di paternità diversa rispetto a quella descritta da Honorè De Balzac. La fede ci insegna che nella Trinità ci sono tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.  Nell’Eternità perciò il Figlio è generato eternamente dal Padre. Gesù, vero Dio e vero uomo, dunque ha come padre, riguardo alla natura divina, solo il Padre Eterno. Mentre il giusto Giuseppe, presta il suo servizio fedele nel piano divino, donando la paternità legale a Gesù.

Allo stesso tempo Giuseppe è anche colui che si offre di essere strumento e immagine dell’azione del Padre Eterno nei nostri confronti: Giuseppe infatti agisce sempre silenziosamente e invisibile all’ombra di Maria e del piccolo Gesù. Offre innanzitutto identità a Gesù, perché è lui a imporre il nome al Dio fatto Uomo (Mt 1,25). Allo stesso tempo offre attenzione, cura e protezione dai pericoli coloro che ama. Infine dona anche ciò di cui ha bisogno materialmente, come appunto la casa in cui doveva nascere.

L’Eterno Padre compie queste stesse azioni nei nostri confronti, in maniera silenziosa e al tempo stesso più perfetta: infatti nel sacramento del Battesimo, insieme a Figlio e Spirito, e ci permette di avere un nome e una identità precisi come figli di Dio. Inoltre ci dona continuamente la grazie, come cura e protezione dai pericoli. Il Padre, insieme a sé stesso, ci dona allora il Figlio, nell’Eucarestia per darci il Nutrimento Spirituale, e lo Spirito Santo e i suoi santi doni, nella Cresima per renderci pronti a reggere l’urto delle difficoltà della vita ed annunciare il suo grande amore con la propagazione e testimonianza della fede.

Come figli nel Figlio Gesù Cristo allora ricordiamoci sempre di avere un Padre silenzioso e invisibile ma al tempo stesso operativo per noi. Un Padre che è autorevole e non autoritario a mò di sistema totalitario. Un Padre che chiede a nostra volta un giorno di diventare padri: per chi è chiamato al Matrimonio, essa è una paternità biologico – morale. Per chi è chiamato alla vita sacerdotale e/ o religiosa, essa è una paternità spirituale – morale. In entrambi casi siamo chiamati a donarci tutti noi stessi a misura dell’Eterno Padre. Potremmo dire con il filosofo Nietzsche che i nostri silenzi non andranno perduti perché: “ Ciò che il padre ha taciuto, prende la parola nel figlio; e spesso ho trovato che il figlio altro non era, se non il segreto denudato del Padre” (Umano troppo Umano, Delle tarantole). Uno degli insegnamenti principali per noi oggi è diventare padri nell’Eterno Padre, eternamente amorevole ed eternamente silenzioso.

Gesù dolce Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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