Soldati intrepidi.

Atti 2, 1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, [gli apostoli ] si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3 Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.

 

Sarei contento se i lettori del Club oggi facessero memoria e ricordassero il giorno della loro cresima. Per me ciò è avvenuto il 22 novembre 1998. Ricevetti il sacramento della confermazione da parte di mosignor Nosiglia, oggi arcivescovo di Torino.  Quel giorno, tutti noi siamo diventati soldati di Cristo, come mi scrisse mia nonna in un bellissimo biglietto di auguri. E soldati lo siamo diventati davvero. A differenza del protagonista de Il Gladiatore – il celeberrimo Decimo Massimo Meridio che incitava le truppe a scatenare l’Inferno – noi siamo stati cresimanti e “assoldati” per scatenare il Paradiso.

Vediamo.

Con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo” [CCC 1285].

Lo Spirito Santo è, come abbiamo visto  colui che ci regala i suoi sette doni. Lui stesso è Dono per ognuno di noi. Il sacramento della Cresima allora ci permette, visivamente e concretamente, di essere Suo Dono per tutti coloro che sono assettati dell’Amore e della Verità. Allora, essere soldati di Cristo, sfugge da una logica militare classica: invece significa innanzitutto essere saldi e sicuri che il Dio Gesù Cristo è presente nelle nostre vite e le guida secondo il suo disegno di amore per ciascuno di noi.

Ricevuto lo Spirito Santo abbiamo completato “l’addestramento da recluta” e siamo pronti dunque per testimoniare l’Amore di Dio e a concretarlo nelle opere di carità innanzitutto spirituale e poi materiale verso i più bisognosi.

In particolare, nella cultura post moderna e della società instabile e liquida, penso che davvero la cresima ci permetta di essere pronti a consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. Davvero riuscendo in queste piccole opere, insieme al Signore avremo vinto la battaglia per la vita e quella per la liberazione dal dominio di mentalità contrarie alla fede di Gesù Cristo, che conduce alla piena soddisfazione e gioia di ogni uomo.

Gesù dolce, Gesù amore.

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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