La lavatrice… dell’Anima.

2 Mac 12, 42 Il nobile Giuda [Maccabeo] 45 fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.

 

Una volta mi chiamarono per disputare una partita di calcio a sette. Giocavo portiere, e a quei tempi, più di qualche anno fa, i campi da calcio erano ancora in terra battuta. Ordinariamente i portieri sono quelli che sono i più “pazzi”; io direi, sono quelli che si sporcano di più. Tuffandomi su una linea di porta impolverata, ne uscii completamente marrone. L’attaccante avversario a fine partita mi disse: “Quando torni a casa, tua madre ti mette in lavatrice con tutti i panni!”. Ricordo ancora con piacere la persona che me lo disse e mi viene in mente che seppe rendere bene l’idea di una purificazione da capo a piedi. Inconsapevolmente questo episodio mi ha dato tanti spunti oggi, per parlare del nostro futuro stato di purificazione: il Purgatorio.

Per fede noi sappiamo che le anime dei giusti che nell’istante della morte si trovano gravate da peccati veniali o da pene temporali, vanno nel Purgatorio. Le pene temporali possiamo immaginarle proprio come enormi macchie, ma non di polvere, degli oscuramenti della nostra anima. Queste non permettono immediatamente di essere in comunione con Dio né di vederlo, un po’ appunto come se oscurassero le capacità “visive” dell’anima. Ecco allora che i fedeli nello stato di purificazione, appunto nel Purgatorio, pian piano si preparano alla visione eterna di Dio.

Ora a pensarci bene, anche se in fase di lavacro e di “scrostamento”, le anime continuano ad avere una loro attività anche se il corpo è defunto e riposa. Il dogma del Purgatorio ci aiuta proprio ad entrare nelle profondità della nostra pelle, dove c’è un cuore che batte, un cervello che ragiona ma soprattutto un’anima che è immortale ed eterna. È uno dei doni più belli, in quanto principio della vita, che Dio ci ha donato nell’istante stesso del nostro concepimento.

Forse provare a pensarci perenni può permetterci anche di ricordare la grandezza della nostra unicità: Dio ci ha pensato unici e irripetibili, con pregi e difetti che nessun altro ha. E seppure siamo imperfetti, e queste imperfezioni si ripetono nonostante la buona volontà di provare ad evitarle, non perdiamo mai la speranza di migliorarci.

In fondo a tutto, seppure saremo imperfetti nel nostro ultimo si a Dio, basterà avere pazienza nel Purgatorio, e lasciarsi “centrifugare” in una lavatrice dell’Anima che ci porterà a portare l’abito bianco, candido per l’ultimo definitivo matrimonio con l’Eterno Amore, con Dio stesso.

 

Fr Gabriele Giordano Scardocci OP

Gesù dolce Gesù amore

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