Il Sentiero dell’Eterno.

Sapienza 13, 1 Davvero stolti per natura tutti gli uomini
che vivevano nell’ignoranza di Dio.
e dai beni visibili non riconobbero colui che è,
non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere.

 

Vi ricordate il viaggio più lungo che avete fatto? Io si. Fu quello fino alle Gole di Moher, nella costa atlantica dell’Irlanda. Da quel punto dell’isola fino a New York distavano poco più di 6 ore di volo. C’è anche il viaggio della Compagnia dell’Anello, che mi ha ispirato in questo articolo. Tolkien fa dire al re degli Elfi, Elrond: “È necessario che la strada sia percorsa, ma sarà molto difficile. […] Questo è un cammino che i deboli possono intraprendere con la medesima speranza dei forti. Eppure tale è il corso degli eventi che muovono le ruote del mondo, che sono spesso le piccole mani ad agire per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove.”( Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’ Anello).

C’è un viaggio in realtà ancora più lungo e coinvolgente che in quanto credenti, laici, religiosi, preti, tutti possiamo fare. Infatti insieme al Concilio Vaticano I noi professiamo che “Dio può essere conosciuto con certezza alla luce della ragione umana a partire dalle cose create.”

Questo dogma articolato esprime solennemente la possibilità di ognuno di noi, di osservare le creature e a partire da esse per risalire fino alla causa prima di tutto cioè Dio. Inoltre Dio può esprimersi anche tramite determinati eventi storici o singolari, o tramite altre persone.  Certo, è un percorso che non è semplice da intraprendere, ma un pò come diceva re Elrond, sia deboli che forti vi si possono incamminare con umiltà e speranza. Perciò il Dio Trinitario rivelatoci da Gesù, continua ad indicarci un cammino che coinvolge la totalità della nostra persona. In questo cammino verso di Lui, Lui stesso non ci lascia mai da soli. Continuamente ci fornisce di tutti gli aiuti necessari per scoprire e riscoprire continuamente la sua semplicità, bellezza e coinvolgimento.

Essere cattolici allora implica questo cammino, con mente aperta e cuore gioioso: il cattolicesimo non è un percorso di ottusità mentale ma la possibilità stessa dell’uomo di aprirsi sentieri verso l’Eterno. Questo Eterno che innanzitutto si aprì la strada verso l’uomo, diradando le erbacce e le sterpaglie della schiavitù del peccato: questo Dio, eternamente altro si fece vicino ed eternamente prossimo in Gesù Cristo.

Non dimentichiamolo mai ogni volta che lo incontriamo a messa, durante l’Eucarestia, in cui ci guida in modo diretto a passi da gigante sulla strada dell’amore.

Gesù dolce Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci

 

 

 

 

 

 

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