Bianchi come il latte, rossi come il sangue.

Apocalisse 7, 13 Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: «Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?». 14 Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello.

 

Prendo a prestito il titolo di uno splendido romanzo di Alessandro D’Avenia perchè oggi vorrei scrivere di alcuni amici che abbiamo. Anche se non li vediamo. Molti di essi, sembrerà paradossale, non li abbiamo mai conosciuti. Eppure sono nostri amici, e insieme a Dio ci amano e pregano per loro. Questi sono i santi.

I santi prima di essere stati canonizzati, sono stati persone come noi: laici, bambini, sposati, consacrati, preti, vescovi, papi. Nella normale eccezionalità della loro vita hanno testimoniato un solo ed unico Incontro: quello con Gesù Cristo. E la sintesi della loro vita, potremmo dirla con Virgilio: “L’amore vince tutto, e noi cediamo all’amore” (Bucoliche X, 69). Perché l’amore vero sperimentato con Gesù, in Gesù e per Gesù è travolgente e soprattutto coinvolgente. Essere amati da Gesù Cristo ti spinge a sua volta ad amare: questo i santi di tutte le epoche storiche mi hanno insegnato e continuano a insegarmi. Sapere che Dio si è donato a loro li ha spinti a donarsi agli altri: li ha spinti a far sperimentare l’amore di Dio incontrato.

I santi perciò sono coloro che si sono fatti Luogo dell’Incontro con Gesù, su questa terra. Come ha scritto anche Henri Nouwen “Come Amati, la nostra più grande realizzazione è diventare Pane per il mondo.” ( H. Nouwen, Sentirsi amati, p. 91).

Anche adesso i nostri amici sono “bianchi” come il latte cioè puri, rivestiti di quel colore che biblicamente è il colore di Dio. Sono al cospetto di Dio e lo contemplano: e continuano ad amarci e pregare per noi. È il mistero della comunione dei santi: cioè sia noi, Chiesa pellegrinante, che loro, Chiesa trionfante, siamo uniti dal Battesimo. Uniti strettamente da Dio e per Dio, perciò abbiamo da loro un conforto e un aiuto continuo.

Esistono poi dei nostri amici “rossi” come il sangue: sono coloro che ancora oggi hanno dato la vita testimoniando che la fede nel Dio Trinitario è vera, e non si può rinnegare. Mai e per nessun motivo al mondo. Come fece padre Ragheed, che non abbandonò la sua comunità in Iraq neanche di fronte alle minacce di morte . In una “lontana” pentecoste del 2007.

Ricordiamoci allora dei nostri cari amici santi, che come stelle nella notte oscura, ci aiutano a percorrere e a scegliere il progetto scritto da Dio per noi da sempre.

 

Fr Gabriele G. M. Scardocci OP

Gesù dolce, Gesù amore

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