Un messaggio solido.

Una discussione sulla coerenza e solidità di una persona è certamente una esperienza comune e quotidiana capitata a tutti. Quante volte, a volte sforando pure nella maldicenza, ci siamo domandati se quel conoscente, amico o parente sia stato davvero coerente con la sua linea di pensiero o condotta. O forse, criticandolo negativamente, ne abbiamo sottolineato la poca integrità morale. Nel corso di questi secoli, il cattolicesimo ha subito lo stesso processo, in diversi modi e diverse forme. Su questo tema, ricordo ancora i versi dell’inno A Satana del poeta Giosue Carducci, che nel finale recitava:

“Salute, o Satana, O ribellione, O forza vindice, De la ragione! // Sacri a te salgano, Gl’incensi e i vóti! Hai vinto il Geova, De i sacerdoti”

Dietro la poetica di Carducci mi pare di scorgere una critica non nuova, ma ormai sedimentata nella cultura attuale. Plausibilmente l’intento di Carducci e di molti altri oggi è di mostrare che la dottrina reale di Gesù, e le verità di Dio, sono lontane se non estranee agli insegnamenti della Chiesa. Perciò ci sarebbe un Geova, riprendendo Carducci, dei sacerdoti, e un Geova vero, cioè Dio stesso. I ministri di Dio, i sacerdoti, il clero per intero è composto da uomini. Per questo, come tutti gli uomini, i diaconi, presbiteri e vescovi, e anche il santo padre si confessano a Dio per gli errori commessi.

Invece certamente, nell’insegnare le verità di Gesù Cristo, la Chiesa tutta ha una speciale assistenza dello Spirito Santo, e dunque, nel proporre verità dogmatiche e morali – e non, ripetiamo, nella condotta personale dei singoli – essa certamente non sbaglia.

Quanto a solidità, coerenza e integrità perciò la dottrina della Chiesa Cattolica si lega indissolubilmente all’insegnamento di Gesù Cristo ed egli lasciò che i primi cristiani la tramandassero fino a noi. Dunque c’è continuità di dottrina fra la Chiesa dei primi cristiani e la Chiesa Cattolica; e sebbene le due si distinguano accidentalmente – cioè il clero che le compone ovviamente non è sempre lo stesso, ma si modifica nel corso dei secoli – sono unite sul piano sostanziale dottrinale. È compito proprio della Chiesa Cattolica vivere, testimoniare, meditare, studiare, predicare e propagare il messaggio dottrinale di Gesù.

In effetti se ci pensiamo bene, molti insegnamenti conciliari e magisteriali hanno una coerenza logica interna, come anche scrive John Henry Newman nel suo Saggio sullo Sviluppo della Dottrina cristiana: basti pensare al principio calcedonese per il quale “l’unico Signore Gesù Cristo è in due nature, senza confusione, senza mutazione, senza divisione, senza cambiamento” (Conc. Calcedonia). Da questo, successivamente, si è sviluppata coerentemente e logicamente che da due nature, umana e divina, sorgono due volontà, come anche aveva intuito Massimo il Confessore, e la successiva condanna del monotelismo (Conc. Costantinopoli). Dio è infatti Logos, e si può conoscere tramite Gesù Cristo che lo ha rivelato (cfr Gv 1,18). Una dottrina che abbia uno sviluppo interno illogico e irrazionale sarebbe contrario a questa verità biblico. Dunque si opporrebbe a un corretto e saldo sviluppo dottrinale.

Rispondendo allora a Carducci potremmo citare la novella di Abraham il Giudeo, dal secondo giorno del Decameron di Giovanni Bocaccio. Abraham è un giovane giudeo che si vuole convertire al cattolicesimo. Decise di fare un pellegrinaggio a Roma. Vedendo le nefandezze dei prelati, non cambiò idea. Anzi ne fu più convinto perché disse: “Io vedo […] continuamente la vostra religione aumentarsi e più lucida e più chiara divenire, meritamente mi par di scerner lo Spirito Santo esser d’essa, sì come di vera e di santa più che alcun’altra, fondamento e sostegno”.

Boccaccio sembra rispondere in maniera quasi diretta a Carducci: tutto l’insieme dell’impalcatura dottrinale della Chiesa ha davvero un fondamento e sostegno forte, perché fondata sullo Spirito Santo che, al di là delle debolezze umane, illumina in modo veritiero stabile e continuo il Magistero della Chiesa Cattolica.

 

Gesù dolce, Gesù amore

Fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP

 

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