Lo stupore del matrimonio e della carità.

Scrivendo a proposito del matrimonio alla comunità degli Efesini, San Paolo ci ha ricordato che esso è un mistero grande (cfr Ef 5, 21 – 33). Il matrimonio, istituzione naturale e civile, già regolata dal diritto romano, venne scelta da Gesù per essere sacramento. Esso cioè è in grado di esprimere e significare una importantissima realtà visibile: marito e moglie sono dunque chiamati a mostrare nel quotidiano, nelle difficoltà, con tutti i pregi e difetti l’amore fedele, indissolubile e fecondo che sussiste fra Gesù Cristo e la sua Chiesa.

A proposito di questo sacramento, ci sembra interessante come San Tommaso D’Aquino leghi il mistero sponsale anche alla virtù teologale della carità. Infatti l’Aquinate è consapevole che tutti i sacramenti rendono conformi alla passione di Cristo. In particolare però

«Sebbene il matrimonio non renda conformi alla passione di Cristo nella sofferenza, tuttavia tale conformità si produce quanto alla carità, con la quale egli accettò la passione per unire a sé come sposa la Chiesa.» (cfr. Supplementum, q. 42, a. 1. Ad 3, Super Sent. lib. 4 d. 26 q. 2 a. 1 ad 3.).

Il Dottore Comune credo suggerisca una lettura attualizzante. Il vincolo matrimoniale è vissuto dapprima in famiglia che vive e celebra quale piccola chiesa domestica il sacramento ogni giorno. Questo amore se davvero è fecondo, indissolubile e fedele sa vivere la carità anche nei confronti del prossimo più povero. Dunque dal centro familiare si può trarre forza per espandersi e per donare carità e incontro con Dio. Davvero allora la famiglia diviene chiesa congregante, capace di testimoniare a tutto il Corpo Mistico, specialmente in coloro che vivono momenti di prova, la grande forza della carità e dell’amore di Dio. Gli sposati saranno anche in grado di mostrare anche la bellezza, la verità e la forza di tutte le vocazioni: favoriranno a sua volta la formazione di altre famiglie, o anche, per distinzione, la completezza della vita religiosa e presbiterale.

Davvero noi tutti potremo dire, insieme all’angelo Damiel, protagonista dello splendido Il cielo sopra Berlino: “Lo stupore dell’uomo e della donna ha fatto di me un uomo.” Lo stupore del matrimonio ci ha resi uomini veri, cioè uomini di Cristo.

 

Gesù dolce  Gesù amore

Una risposta a "Lo stupore del matrimonio e della carità."

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  1. Molto bella questa riflessione! A tal proposito, visto che sempre di matrimonio e famiglia si tratta, mi potresti dare gli estremi per quel brano della famiglia e delle frecce dell’arco? Grazie, buon pomeriggio! 🙂

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